Si dice che nel mondo animale la disabilità non sia tollerata. Del resto lo abbiamo visto in molti documentari: il cucciolo che zoppica può essere lasciato indietro, e nel territorio del predatore ferito finiscono per banchettare i suoi colleghi, con accompagnamento di musica triste e titoli di coda. Certo, gli esempi sono vari, ma ce ne sono anche altri di animali che cooperano nel momento del bisogno.Oppure, viceversa, per ricevere like facili sui social interviene la narrativa dell’animale “speciale”, che resiste eroicamente e viene trasformato in una mascotte motivazionale con sottofondo di pianoforte e commenti tipo “ha più forza lui di tante persone”.Un pappagallo disabile diventa maschio alphaPoi arriva Bruce, che manda in crisi entrambi gli stereotipi. Bruce è un kea (Nestor notabilis), ed è già famoso tra gli etologi perché gli manca il becco superiore. Può sembrare una disabilità da poco, ma per un uccello il becco è una parte importante, perché lo usa, tra le altre cose, per combattere.Verrebbe quindi da pensare che Bruce se ne stia triste e sconsolato in un angolo, cercando di non dare fastidio a nessuno, perché se qualcuno pensasse di attaccarlo sarebbero guai.E invece no. Bruce è un boss, il maschio alfa del suo gruppo. È il primo a mangiare, non sembra particolarmente stressato e gli altri kea lo trattano con un misto di rispetto e deferenza. Quindi “gli animali sono meglio degli uomini” e i pappagalli kea hanno sviluppato una certa sensibilità inclusiva? No. Il rispetto Bruce se l’è guadagnato sul campo. Picchiando i conspecifici e vincendo tutti gli scontri.Sembra Rocky in versione volatile (anche se pare che Bruce non sia mai stato sorpreso a urlare “Adrianaaaaaa”), ma la sua abilità è stata ricostruita da uno studio pubblicato su Current Biology: dietro quella che potrebbe essere anche una favola di Esopo c’è una domanda scientifica, cioè quanto si può compensare una disabilità con l’innovazione comportamentale.I pappagalli KeaI kea vivono nelle Alpi neozelandesi e hanno fama di essere intelligentissimi e curiosi. Sono quel genere di animale che apre gli zaini dei turisti, smonta le guarnizioni delle auto e probabilmente, se potesse, ruberebbe il cellulare agli escursionisti per mandare un messaggio ai loro ex (speriamo che la selezione naturale non li omaggi di pollici opponibili nei prossimi secoli). A parte gli scherzi, negli ultimi decenni il kea è diventato uno degli animali preferiti dagli studiosi di cognizione comparata, proprio perché sembra particolarmente bravo nell’innovazione comportamentale: trova soluzioni nuove a problemi nuovi, modifica le sue strategie a seconda del contesto e impara rapidamente osservando l’ambiente.Bruce il problem solverIl mondo della scienza conosceva già Bruce. Uno degli utilizzi del becco negli uccelli è l’auto grooming: lo usano per pulirsi e anche per grattarsi. L’assenza del becco per lui poteva essere un problema, ma lui ha velocemente trovato la soluzione: bastava usare dei sassolini per la manutenzione del piumaggio.