A Bologna un gioco da tavolo è stato protagonista di una iniziativa che ha coinvolto anche gli psicologi

Un gioco da tavolo che si sta trasformando in uno strumento di psicoterapia: è Dixit, che è stato protagonista per tutto lo scorso weekend di un’installazione interattiva del progetto Closer – Becoming the City, un’iniziativa della città di Bologna. Durante l’evento sono state create nuove carte del gioco usato da moltissimi psicologi.

Il gioco che ci mostra il nostro inconscio

«Il concetto di ‘proiezione’ è indispensabile per capire le potenzialità di Dixit nel mio ambiente – racconta la dottoressa Chiara Coci, neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza presso il Policlinico di Milano -. In poche parole è un meccanismo di difesa che utilizziamo tutti nella vita di ogni giorno e che ci porta ad attribuire qualcosa che abbiamo dentro, paure, giudizi, sogni, speranze, a uno stimolo esterno che tira fuori ciò che abbiamo sotterrato in maniera indiretta e inconscia». La dottoressa riassume il concetto in una barriera che viene giù: «Le macchie di Rorschach funzionano allo stesso modo perché grazie a qualcosa di indefinito è possibile intuire cosa c’è dietro a livello di funzionamento della persona. Il test di Rorschach è scientificamente dimostrato e usato in tribunale, Dixit non ancora, ma è stato creato da Jean-Louis Roubira, uno psichiatra infantile esperto della relazione mamma-bambino».