I docenti che sono stati aggrediti nei pressi del parco Falcone e Borsellino vicino all’Itis Leonardo da Vinci di Parma da un gruppo di giovani hanno deciso di non presentare alcuna denuncia. Lo ha precisato la Questura che sta indagando su quanto accaduto nei giorni scorsi. Nonostante molti politici abbiamo condannato il gesto di questi adolescenti, uno dei professori sui media locali ha avuto parole di comprensione: “È un problema di ordine pubblico, non legato alle scuole, sono cose a cui io e tanti colleghi siamo abituati”. Intanto, il dirigente dell’Itis “Leonardo da Vinci”, Giorgio Piva, sottolineando la gravità dell’accaduto, ha reso noto che gli organi collegiali dell’istituto valuteranno “opportuni provvedimenti disciplinari, volti ad una logica educativa” rendendo così ufficiale il fatto che i giovani violenti frequentino quella scuola.
I due insegnanti sembra che preferiscano lasciare agli organi collegiali e al consiglio di classe il compito di intervenire in merito alla questione. Un atteggiamento più pedagogico che giustizialista. Ben diverso dalla posizione espressa su X dal ministro della Difesa Guido Crosetto: “Non c’è giustificazione, non ci deve essere comprensione, non si può che essere duri” ha scritto. Differente, invece, il commento arrivato dal provveditore di Parma, Andrea Grossi, che ha parlato di un “fatto grave” che però “non è giusto enfatizzare più di tanto dal punto di vista degli aspetti fisici” visto che “non abbiamo notizie di feriti”.










