L’elenco è lungo, e spazia dalla pulizia delle strade alla gestione delle isole ecologiche, dalla cura del verde all’illuminazione pubblica, fino alle mansioni più delicate, come i servizi sociali ed educativi e la riscossione dei tributi. Sono solo alcuni degli incarichi che i Comuni siciliani, soprattutto i più piccoli, tendono ad esternalizzare sempre più spesso, con appalti affidati a società private, cooperative o partecipate, «perdendo con il tempo il polso della situazione: il controllo su quelle che dovrebbero essere le funzioni essenziali di un municipio».A lanciare l’allerta è l’Anci Sicilia, per voce del segretario generale Mario Emanuele Alvano, che punta il dito sulla penuria cronica di personale negli enti, certificata dall’ultima indagine in merito dell’Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale.Un dossier che sull’Isola conta poco più di 36 mila dipendenti comunali, con un’incidenza di 7,5 unità ogni mille abitanti: un’asticella al di sopra della media nazionale, pari a 5,7, e in rialzo rispetto a dieci anni fa, ma illusoria rispetto al quadro reale. Se infatti, da una parte, la crescita del personale in Sicilia è pari a oltre 1.500 unità, con un +30,5%, dall’altra, il balzo in avanti è stato accompagnato da un incremento straordinario della presenza del part-time, che nel decennio è passata dal 7,3% al 71,6%.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.