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«L’asse della Resistenza, da Hezbollah in Libano a Hamas e alla Jihad Islamica in Palestina, fino alle milizie irachene e yemenite, non è soltanto una galassia militare, ma una forma innovativa di politica internazionale fondata sulla legittimità morale e sulla solidarietà religiosa». Hamza Piccardo, 9 maggio 2026, Roma, convegno "Capire l’Iran" organizzato dall’Asse antimperialista (video dell’evento disponibile su YouTube). La frase è la chiave politica di un discorso che rilegge due secoli di resistenze anticoloniali islamiche fino all’Iran khomeinista, a Hezbollah, Hamas, Jihad Islamica, Houthi e milizie irachene dentro un’unica genealogia di liberazione. Piccardo, attivista, islamista e responsabile di varie associazioni musulmane in Italia, parte da Abd el-Kader in Algeria, Abd el-Krim nel Rif, Omar Mukhtar in Libia, il Mahdi in Sudan. Figure storiche di lotta contro il dominio coloniale. Da lì costruisce un ponte diretto con la Repubblica islamica dell’Iran e con la rete armata che Teheran ha proiettato dal Libano alla Palestina, dall’Iraq allo Yemen. La resistenza anticoloniale diventa, quindi, resistenza islamica, a sua volta asse geopolitico che si trasforma in «legittimità morale».








