Il dato sotto quello delle comunali ma sopra regionali ed europee: tutti in coda al Giotto. Il caso Lucignano. Ai margini della consultazione striscioni ritirati a Villa Severi, outing a sorpresa e uscite social contestate. .C’è chi passa in perfetto silenzio elettorale ma con la fiancata della macchina che ammicca al voto per qualcuno. C’è chi si trattiene a lungo a ridosso dei seggi, anche se in teoria i candidati dovrebbero mantenere una distanza di 200 metri dalle cabine. C’è chi fa outing e invita a votare per questo o per quello proprio nella mattinata del voto, anche se lo fa via chat. E c’è chi posta lunghe lettere agli elettori, di qualche giorno fa, e immediatamente rimbeccato le ritira in buon ordine. La campagna elettorale regala le ultime scintille, quelle di una sfida aperta e per questo non banale. Niente di clamoroso, un marcamento a uomo che una volta sfoggiavamo nel calcio e ora sposiamo nelle urne. Mentre la città sfila nelle cabine. Non corre ma neanche va così a rilento come qualcuno temeva. Il dato definitivo della sera fissa un’affluenza del 45,6%, un calo di meno del 2% rispetto alle ultime comunali. Sono lontani i tempi d’oro delle percentuali vertiginose ma non siamo neanche alle cifre imbarazzanti di alcune consultazioni. L’esito finale lo avremo solo oggi alle 15 ma i segnali sembrano chiari: una partenza abbastanza frenata la mattina, una buona ripresa nel pomeriggio. Con un dato di affluenza alle urne superiore agli altri comuni capoluogo, Prato e Pistoia, e alla media toscana. Superiore anche a Lucignano, a caccia del nuovo sindaco e dove si tocca il 44%.