HomeMagazineCinema e Serie TvEroi involontari nella terza età: “The Boroughs“"Ci sono sicuramente dei tratti in comune con Stranger Things: un gruppo di eroi e amici improbabili che combattono qualcosa...Geena Davis, 70 anniRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguici"Ci sono sicuramente dei tratti in comune con Stranger Things: un gruppo di eroi e amici improbabili che combattono qualcosa di straordinario e soprannaturale più grande di loro. Il nostro era uno show sui bambini che non era fatto per i bambini. Allo stesso modo The Boroughs è uno show sulle persone anziane che non è specificamente fatto per le persone anziane". Parola di Matt Duffer che, insieme al fratello Ross, è il produttore esecutivo della serie – disponibile su Netflix – creata da Jeffrey Addiss e Will Matthews. "C’è molto cuore e in questo è come Stranger Things – ribatte Ross – Condividono una parte di Dna, ma è anche vero che va nella sua direzione e racconta la sua storia. Tocca temi unici dell’invecchiare, mentre la nostra era una storia di formazione".

Ambientata in una comunità per anziani apparentemente perfetta incastonata nel deserto del New Mexico, la serie prende il via quando Sam, un nuovo e riluttante ospite recentemente rimasto vedovo, si ritrova faccia a faccia con un mostro. Questo lo spinge a cercare l’aiuto di un variegato gruppo di altri abitanti che si trasformano in eroi involontari, portando a galla un segreto oscuro. Gli abitanti di questa micro-società hanno i volti di alcuni dei più grandi attori di Hollywood: Alfred Molina (71 anni), Geena Davis (70), Alfre Woodard (72), Clarke Peters (74), Denis O’Hare (64) e Bill Pullman (71). "Nel momento stesso in cui Will e Jeff ci hanno dato la sinossi iniziale, una delle prime cose di cui abbiamo parlato è stata: quanto sarebbe divertente fare il casting per questo show? E abbiamo iniziato subito a buttare giù dei nomi – ricorda Ross Duffer – Penso che in parte sia perché a così tanti attori di questa età, persino a delle leggende, non viene data l’opportunità di brillare come eroi d’azione. Spesso vengono scritturati come nonni o cose del genere. Così ci siamo detti: diamo a questi attori una piattaforma per ricordare a tutti cosa sanno fare e farli conoscere a una generazione più giovane".