Una variante curiosa dello small town mystery, The Boroughs - Ribelli senza tempo è la serie appena sbarcata su Netflix prodotta dai creatori di Stranger Things Fratelli Duffer. Questa miniserie fantascientifica scritta da Jeffrey Addiss e Will Matthews evoca Cocoon e i Goonies, il Club dei delitti del giovedì e il citato cult di Netflix, è deliziosamente citazionista (c’è Geena Davis in una scena chiaramente ispirata a Thelma e Louise), divertente e con un tocco di horror. Ambientato in una comunità per anziani di lusso, The Boroughs segue l’ex ingegnere Sam Cooper (Alfred Molina), di fresco vedovo, essere depositato da figlia e genero presso la struttura, dove gli viene assegnata una villetta che originariamente avrebbe dovuto condividere con la moglie. La sua morte improvvisa lo ha profondamente segnato; il suo atteggiamento cinico e amaro lo ha relegato in un luogo della mente solitario e buio. Per fortuna, gli attempati vicini sono un gruppetto di vivaci pensionati dall’intensa vita sociale: sono il medico malato di cancro Wally (Denis O’Hare), la combattiva giornalista Judy (Alfre Woodard), suo marito hippy Art (Clarke Peters), la gilf e produttrice musicale Renee (Davis) e il Casanova locale Jack (Bill Pullman).The Boroughs. (L to R) Clarke Peters as Art, Alfre Woodard as Judy, Alfred Molina as Sam, Denis OÕHare as Wally, Geena Davis as Renee in The Boroughs. Cr. Courtesy of Netflix © 2026COURTESY OF NETFLIXTra un barbecue e una partita a golf, questo affiatato ensemble conduce un vita molto attiva e sociale, tanto che nessuno ha tempo di accorgersi delle presenze oscure e letali che di notte prendono di mira gli anziani, fino a quando un incontro ravvicinato con una raccapricciante creatura aracnoide vampiresca spinge Sam e gli altri a indagare. Lo show è forte di un cast di veterani dall’inossidabile bravura, in grado di conferire grande profondità emotiva ai rispettivi personaggi. Brilla la pacata e autoritaria presenza di Molina, il carisma e la simpatia di O’Hare, il fascino di una sempre giovanile Davis. The Boroughs è uno Sci-fi dignitoso che sostiene contemporaneamente i generi del giallo, dramma, commedia, dell'horror e dell'avventura, con alcune scene memorabile (il karaoke di Sam, grande appassionato di Bruce Springsteen, il cameo di Anna Deavere Smith e Mary McDonnell). Ogni episodio racchiude molte sorprese, svariate strizzate d’occhio ai classici, azione, humour e una tenera ingenuità. Una sceneggiatura brillante e intelligente (a cui non interessa sempre avere senso) impone a questa Scooby gang di attempati detective degli antagonisti crudeli - ma con i quali si può empatizzare - e dei mostri che incutono paura ma anche compassione.Aldiss e Matthews sono evidentemente cresciuti a pane e film anni '80 estimatori e The Boroughs, nonostante sia ambientato ai giorni nostri, sembra realizzato proprio in quel periodo. Accanto alla riflessione più scontata sul valore della terza età – i vecchietti della struttura vengono presi di mira perché sono ormai stati dimenticati e abbandonati dalla società, ma dimostrano di essere ancora una grande risorsa intellettuale – ce ne sono altri più profonde e toccanti. A partire dal tema del lutto, di come la perdita di una persona amata con cui si è trascorsa la maggior parte della vita possa rendere quello che ne resta priva di senso. La devozione di Sam nei confronti dell’amata è commovente e dolorosamente familiare e si riflette, con potenza inaspettata, nella relazione decennale dei due villain che prosciugano gli anziani per garantirsi la vita eterna. Blaine (Seth Numrich) e Anneliese (Alice Kremelberg) hanno superato il trascorrere del tempo, il mutare delle epoche e ogni genere di difficoltà grazie a un amore e una lealtà totali. Sono, senza ombra di dubbio, due mostri che sfruttano i più deboli, ma sono il fulcro di una narrazione che ribadisce come il vero amore non abbia età, pregiudizi e incertezze.The Boroughs. Geena Davis as Renee in The Boroughs. Cr. Courtesy of Netflix © 2026COURTESY OF NETFLIXThe Boroughs è anche una parabola sulla malattia, su quello che si è disposti a fare per sconfiggerla e allontanare la morte. Anneliese e Wally sono, in questa prospettiva, le due facce della stessa medaglia: la prima, vittima della polio, stremata dal prolungato dolore e dalla paura, ha raggiunto uno stato mentale che la spinge a tutto pur di assicurarsi un’esistenza lunga e sana. Un vita di sofferenze può rendere dei mostri. Wally è la sua versione più moralmente elevata e consapevole, ma il fatto di aver vissuto pienamente e in salute per la maggior parte della sua vita lo ha messo nelle condizioni di doversi confrontare con la perdita dei suoi cari. La sua ambizione di sconfiggere la morte ha quindi un’origine altruistica. Tutta la narrazione, scremata degli elementi avventurosi e Scif-horror, si riduce a una disamina sensibile e profonda della natura umana e della sua caducità che conduce a una sentenza chiara: la vita va vissuta pienamente fino alla fine, ma ha senso solo se finisce. Nonostante i momenti drammatici, The Boroughs mantiene un tono spiritoso, un’atmosfera piena di calore e ottimismo e un’aura accattivante: ci piace tutto.
Una gruppo di vivaci vecchietti è l'anima di The Boroughs, la deliziosa miniserie sci-fi su Netflix disseminata di citazioni
Alfred Molina, Geena Davis, Denis O'Hare, Bill Pullman e Alfre Woodard sono i protagonisti dello small town mystery in salsa horror prodotto dai Fratelli Duffer












