PORTO VIRO - Danni per centinaia di migliaia di euro, un capannone completamente distrutto e una dinamica che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. È questo il bilancio dell’incendio che, sabato pomeriggio, ha colpito il deposito del Team Grandi Corse in via Francesco Rismondo, a Porto Viro.

Un rogo impressionante, quello sviluppatosi all’interno del magazzino utilizzato per il ricovero e la preparazione di auto e moto, che ha richiesto un massiccio dispiegamento di soccorsi e che per diverse ore ha tenuto con il fiato sospeso l’intera città. La nube di fumo, spinta dal vento, è stata notata ben oltre i confini del Delta del Po, fino alla Statale Romea e persino nel capoluogo polesano, con decine di telefonate arrivate al numero unico di emergenza 112. L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio di sabato. In pochi minuti, le fiamme si sono propagate rapidamente all’interno della struttura, alimentate dalla presenza di pneumatici, plastiche, carburanti, vernici e altri materiali altamente infiammabili. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco provenienti dai distaccamenti di Adria, Rovigo, Cavarzere, Codigoro e Ferrara, supportate da altri mezzi arrivati dal territorio provinciale. I pompieri hanno lavorato a lungo con termocamere e autorespiratori per contenere il rogo ed evitare che il fuoco si propagasse agli edifici circostanti. Le operazioni di spegnimento e bonifica si sono protratte per diverse ore. Fortunatamente, nonostante la violenza dell’incendio, non si registrano feriti. A confermarlo è stato il titolare Davide Grandi, volto molto conosciuto nel mondo dei motori polesano. «Vorrei innanzitutto precisare che fortunatamente non c’è stato alcun ferito - spiega Grandi -. L’unica persona che ha avuto bisogno di assistenza è stata mia madre, che per qualche momento ha temuto che io fossi rimasto all’interno del capannone. La paura è stata talmente forte che si è sentita male, ma fortunatamente si è ripresa poco dopo grazie all’intervento del personale sanitario». CAUSE: LE IPOTESI Nelle ore immediatamente successive al rogo si erano diffuse alcune indiscrezioni, che attribuivano l’origine dell’incendio a una Tesla presente all’esterno della struttura. Una ricostruzione che lo stesso imprenditore ha voluto chiarire, respingendo ogni ipotesi di responsabilità del veicolo elettrico. «La Tesla non ha provocato l’incendio - sottolinea Grandi - Anzi, posso dire che è un’auto eccezionale e anche i vigili del fuoco mi hanno confermato questa impressione: se al suo posto ci fosse stata un’altra vettura a benzina, probabilmente le fiamme si sarebbero propagate in modo molto più rapido e la situazione sarebbe stata diversa». Secondo una prima ricostruzione riferita dal titolare del Team Grandi Corse, all’origine dell’incendio potrebbe esserci stata l’esplosione accidentale di una batteria al litio, forse appartenente a un trapano, che avrebbe poi innescato uno spray infiammabile presente nel capannone. Da quel momento il fuoco avrebbe trovato terreno fertile tra gomme, ricambi e materiali custoditi all’interno della struttura, distruggendo tutto nel giro di poco tempo. Saranno comunque gli accertamenti dei vigili del fuoco a stabilire con precisione la dinamica dell’accaduto. LA RIPARTENZA Grande la preoccupazione anche da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco Mario Mantovan ha parlato di «una scena impressionante», ringraziando pubblicamente i vigili del fuoco per la rapidità e la professionalità dimostrate durante l’emergenza. «Abbiamo assistito a un incendio devastante - ha dichiarato il primo cittadino -. La colonna di fumo era visibile da grandissima distanza e la preoccupazione è stata enorme». Il Team Grandi Corse rappresenta una realtà nota nel territorio polesano e non solo. L’attività opera da anni nel mondo delle preparazioni meccaniche e delle competizioni automobilistiche e motociclistiche, partecipando a eventi, manifestazioni sportive e collaborazioni legate al settore dei motori. Già nelle ore successive all’incendio, il team è tornato al lavoro, riprendendo l’attività in pista con le moto. Ora, però, davanti alla squadra si apre la sfida più difficile: quella della ricostruzione.