Le prossime tappe. 25 maggio 2026 alle 01:21

Il circus dell’America’s Cup saluta Cagliari ma non l’Italia. Dopo quattro giorni che resteranno scolpiti nella memoria di chi li ha vissuto con la giusta intensità, si punta la prua verso la costa di Napoli. Il nuovo Ceo della neonata America’s Cup Partnership, l’unione delle sette squadre che costituisce la rivoluzionaria governance del trofeo sportivo più antico del mondo (1851), Marzio Perrelli, ha annunciato la seconda delle (forse tre) tappe di avvicinamento alle regate con le barche “grandi”, gli AC75 che si prenderanno la scena e lasceranno i monotipo AC40 agli equipaggi Youth e Women. Si svolgerà dal 24 al 27 settembre a Napoli, che a questo punto dovrà fare in modo di farsi trovare pronta. Anche perché dovrà competere con il livello organizzativo e soprattutto tecnico raggiunto da Cagliari.

Soltanto nel 2027 si parlerà di Louis Vuitton Cup, la sfida lanciata dai sei consorzi di Gran Bretagna (il challenger of record), Italia, Svizzera, Francia e, per ultimi, Stati Uniti e Australia. L’arrivo di queste barche ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo al chairman Grant Dalton e allo stesso Perrelli. Una Partnership e una Coppa senza gli americani sarebbe nata zoppa, anche se in America c’è ancora chi sostiene che gli attuali gestori non abbiamo la titolarità per organizzarla. Così, con tutte le nazioni che l’hanno vinta nella storia (Usa, Nuova Zelanda, Svizzera e Australia), ha le carte in regola per diventare sempre più bella. Sin da questa edizione. L’obiettivo è la vera finale dell’America’s Cup contro il “defender” New Zealand.