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Giuseppe Sarcina

I 4 punti fondamentali del memorandum con Teheran

I diplomatici americani sono al lavoro su almeno 4 punti essenziali. Non è detto che tutti compaiano nel «memorandum» ancora in discussione.1. L’uranio e la bomba Donald Trump assicura: firmerò solo un accordo che azzeri, per un lungo periodo, la capacità degli iraniani di costruire la bomba atomica. La strategia statunitense segue un percorso graduale. Si comincia con l’inserire almeno una frase sul nucleare nel «memorandum», rimandando il vero confronto alla trattativa nei prossimi due mesi. Trump vorrebbe impadronirsi dei 440 chili di uranio arricchito al 60% e, in ogni caso, chiede lo smantellamento «definitivo» dei tre principali laboratori «atomici», per altro già bombardati nel giugno scorso: Isfahan, Fordow e Natanz. Non basta: l’intesa finale dovrà contenere la formale rinuncia da parte di Teheran a occuparsi di energia nucleare per almeno 20 anni. In realtà questa era la prima proposta avanzata dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Ora sembra che gli Stati Uniti si accontenterebbero di una moratoria di dieci anni.2. HormuzNell’immediato, comunque, l’intesa preliminare dovrà consentire di sbloccare lo Stretto di Hormuz. Negli ultimi giorni, su Trump sono arrivate pressioni da mezzo mondo. La paralisi delle forniture di petrolio e gas ha già causato l’aumento generale dei prezzi. In parte anche negli Stati Uniti. È una spirale inflazionistica velenosa, perché difficile da disinnescare, se non ripristinando gradualmente i flussi del traffico. Per la Casa Bianca, quindi, questo è un punto fondamentale dell’accordo. Ma è anche il versante più vulnerabile del suo approccio diplomatico. I pasdaran pretendono di mantenere il controllo dello Stretto e di imporre un pedaggio alle petroliere e ai mercantili di passaggio. Due richieste inaccettabili, perché talmente contrarie al diritto internazionale da legittimare una specie di racket.3. Fondi congelati, sanzioniQuale sarebbe la contromossa di Trump? Probabilmente solo una: offrire una contropartita economica agli ayatollah. Quale? La più semplice potrebbe essere l’annullamento delle sanzioni che imbrigliano l’economia iraniana. Quella più efficace nel breve periodo è, invece, lo sblocco delle risorse finanziarie iraniane congelate all’estero dal 1979. Si parla di circa 25 miliardi di dollari.4. I missiliInfine, la questione dei missili a lunga gittata. Netanyahu spinge Trump a ottenere la chiusura delle basi di lancio che i pasdaran stanno rimettendo in funzione. È difficile, però, che il tema possa rientrare nel «memorandum» e, forse, non verrà risolto neanche nel negoziato complessivo.