BELLUNO - A scuola con un coltello da cucina. Il taglierino usato per minacciare la compagna di classe. Le minacce e gli insulti al preside in chat. E ancora i sassi posizionati sui binari della ferrovia, gli atti vandalici, hashish e alcol. Nelle ultime settimane i carabinieri hanno denunciato alla Procura dei minori di Venezia 11 giovanissimi, ragazzi tra i 14 e i 17 anni, che si sono comportati in modo preoccupante. Qualcosa di più del semplice reato, come evidenziano gli stessi militari dell’Arma, sintomo di un disagio che richiede attenzione. Prima che dalla bravata si passi a fatti ben più gravi.
Negli istituti Un 15enne è stato trovato in possesso di un coltello. Lo aveva portato in classe, come fosse il diario o l’astuccio delle penne. Aveva una lama lunga 14 centimetri. Il personale scolastico ha chiamato subito il 112 e i carabinieri hanno sequestrato l’arma da taglio. Per restare in tema lame, in una scuola media un 15enne ha minacciato una compagna di classe brandendo un taglierino di proprietà dell’istituto. Minacce e insulti sono stati rivolti anche nei confronti del preside da parte di due 17enni. I ragazzi hanno scritto su una chat di classe offese e frasi intimidatorie verso il dirigente scolastico, elementi che sono presto arrivati ai carabinieri. In una scuola superiore il personale scolastico ha trovato anche dell’hashish, sequestrata. Fuori dagli istituti Comportamenti gravi anche quelli di gruppi di giovanissimi compiuti al di fuori delle scuole. A Belluno, in via Mondin, quattro adolescenti tra i 14 e i 15 anni sono stati sorpresi a piazzare dei sassi sui binari, un atto di pericolosità inaudita punito anche dal codice penale in quanto reato contro la sicurezza dei trasporti. Fortunatamente i carabinieri sono intervenuti subito, scongiurando conseguenze tragiche: i treni, viaggiando ad alta velocità e con un peso enorme, possono deragliare e le schegge prodotte dall’impatto possono avere conseguenze fatali per chiunque si trovi nelle vicinanze. I ragazzini sono stati portati in caserma e una volta formalizzata la segnalazione all’autorità giudiziaria, sono stati affidati ai loro genitori. C’è anche il caso di 3 giovanissimi tra i 15 i 16 anni che si sono introdotti in un hotel chiuso per compiere atti vandalici: gravi i danni alla struttura. Poi, ci sono gli adulti che a volte si relazionano agli adolescenti pensando solo al proprio tornaconto, come il titolare di un bar sorpreso a vendere alcolici a un ragazzino di 15 anni, in piena violazione delle norme. Nei confronti dell’uomo è scattata una denuncia. L'impegno «Il fenomeno del disagio giovanile, talvolta accompagnato da derive delinquenziali, rappresenta una tematica di stringente attualità che richiede un’attenzione corale, coerente e costante da parte di tutte le istituzioni» sottolineano dal comando provinciale. In provincia l’attenzione dell’Arma è alta rispetto alle dinamiche del mondo giovanile, sia per contrastare condotte illecite ma anche al fine di intercettare precocemente i segnali di allarme: «E per supportare in ogni possibile occasione le istituzioni scolastiche, le famiglie, le amministrazioni locali e l’associazionismo nelle iniziative che promuovono e coltivano la cultura della legalità». Gli incontri «Come più volte sottolineato, l’attività dell’Arma non si esaurisce con l’azione di contrasto, nella convinzione che la prevenzione, il dialogo e la formazione rimangono gli strumenti principali per arginare il disagio giovanile e diffondere i principi che regolano la civile convivenza. Proprio per questo, nel corso dell’ultimo anno, il comando provinciale ha rinnovato l’impegno nella promozione della cultura della legalità, tenendo sul territorio provinciale oltre 80 conferenze all’interno degli istituti scolastici di vario ordine e grado, nonché alcune visite organizzate all’interno delle caserme». Incontri che hanno permesso alle donne e agli uomini in divisa di dialogare apertamente con gli studenti, affrontando frontalmente temi cruciali quali il valore del rispetto delle regole e del prossimo, il bullismo, l’uso consapevole e sicuro del web e dei social network, la violenza di genere e i gravi danni derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti e dall’abuso di alcol. «Si tratta di iniziative -spiegano dal comando- che hanno riscontrato vivo interesse, entusiasmo e partecipazione da parte dei giovani, che hanno sommerso i comandanti di Compagnia e di Stazione con domande, osservazioni intelligenti e spunti maturi, a dimostrazione che la quasi totalità dei giovani è sana e ben orientata ai principi del rispetto delle regole e delle persone. Pertanto, la vera sfida rimane quella di individuare e sostenere chi sta invece attraversando una fase di disagio, nonché di bloccare e recuperare in tempo chi rischia di oltrepassare la linea della legalità danneggiando sé stesso e gli altri».






