Ore febbrili sulla definizione dell'accordo Iran-Usa. Una firma sarebbe stata posta su un accordo preliminare dal titolo "Dichiarazione di Islamabad" che riporterebbe le delegazioni di Teheran e Washington a tornare nella capitale pakistana già il prossimo 5 giugno. A riferire del nuovo round di negoziati e la piattaforma saudita Al Arabiya sul proprio sito in arabo, citando "fonti di alto livello".Il memorandum di intesa, secondo le stesse fonti, sarà annunciato dal Pakistan, che sta svolgendo funzioni di mediazione, anche in forma indiretta cioè "senza necessità della presenza delle parti coinvolte". Anche l'agenzia di stampa Associated Press rivela qualche indiscrezione grazie alle sue fonti in Israele, Nuova Delhi e Islamabad.Poche ore fa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato con un post su X che un accordo con l'Iran sulla guerra in Medio Oriente, compresa l'apertura dello Stretto di Hormuz, è stato "ampiamente negoziato" dopo numerose telefonate avvenute nel fine settimana sia con Israele sia con altri alleati nella Regione. Fine settimana in cui il tycoon ha dovuto rinunciare anche al matrimonio del figlio Donald jr. celebrato alle Bahamas per restare alla Casa Bianca a causa di "circostanze relative al governo", alimentando speculazioni su una situazione altamente delicata. Ma mentre il presidente Usa minacciava l'Iran di nuovi tremendi attacchi, sabato ha riferito di aver parlato con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein, e separatamente con Israele che in questi giorni non ha nascosto una certa insofferenza in merito al fatto di essere stato escluso dalla trattativa. "Gli aspetti finali e i dettagli dell'accordo sono attualmente in fase di discussione e il tutto verrà annunciato a breve", ha scritto.Tuttavia dopo circa 3 mesi da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran il 28 febbraio, e dopo il cessate il fuoco del 7 aprile, sono giorni di montagne russe su dichiarazioni e controdichiarazioni diplomatiche, in molti anche intorno ai rispettivi entourage consigliano cautela. "Sono stati fatti progressi significativi, sebbene non definitivi", ha detto il Segretario di Stato Marco Rubio dall'India dove è in visita. Trump Studio Ovale (X/Truth) I punti possibili dell'accordoNUCLEARE. Il potenziale accordo includerebbe l'impegno dell'Iran a non perseguire un'arma nucleare e la rinuncia di Teheran alle sue scorte di uranio altamente arricchito (secondo alcune fonti al 90%). Il nodo più duro da sciogliere in quanto la Repubblica islamica rivendica il diritto a coltivare l'uranio per scopi civili. I colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran si sono interrotti per due volte in meno di un anno. Per questo che secondo fonti informate con conoscenza diretta dei negoziati, sarebbero necessari ulteriori 60 giorni di colloqui per trovare u na quadra. L'Iran possiede 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60% di purezza, un breve passo tecnico dai livelli di grado militare del 90%, secondo l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. È altamente probabile che una parte della quantità verrà diluita, mentre il resto verrà trasferito a un paese terzo, potenzialmente la Russia.HORMUZ. Lo Stretto di Hormuz verrà gradualmente aperto in parallelo con gli Stati Uniti, ponendo fine al blocco. Gli Stati Uniti permetteranno inoltre all'Iran di vendere il suo petrolio attraverso deroghe alle sanzioni. L'allentamento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati saranno negoziati entro 60 giorni. L'Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz alle navi che trasportano petrolio, gas naturale e altre forniture essenziali per la regione come rappresaglia all'attacco Usa-Israele, con conseguente e rilevante danno economico a livello globale. Teheran ha aperto il fuoco contro Israele e contro i paesi vicini che ospitano forze statunitensi, scuotendo le nazioni del Golfo che si consideravano rifugi sicuri. Iran, donne velate con le immagini di Mojtaba Khamenei e del padre Ali Khamenei (LaPresse) LIBANO. La bozza di accordo include la fine della guerra tra Israele e Hezbollah, nonché l'impegno a non interferire negli affari interni dei paesi della regione. Tuttavia funzionari israeliani temono che Hezbollah, il gruppo militante libanese alleato dell'Iran, rimanga una seria minaccia e che il governo libanese non sia adeguatamente attrezzato per disarmarlo. C'è un fragile cessate il fuoco, mediato dagli Stati Uniti, nella guerra tra Israele e Hezbollah in Libano dal 17 aprile, un conflitto iniziato due giorni dopo l'inizio della guerra con l'Iran. Nonostante il cessate il fuoco, gli scontri continuano da entrambe le parti. Hezbollah lancia quotidianamente droni e proiettili contro i soldati israeliani e il nord di Israele, e Israele colpisce obiettivi in ​​Libano mentre le sue truppe rimangono in ampie zone del Libano meridionale. Secondo il Ministero della Salute libanese, più di 3.000 persone sono state uccise dall'inizio del conflitto, e scontri sono attualmente in corso, soprattutto intorno al territorio conteso a nord del fiume Litani. Secondo l'ufficio di Netanyahu, 23 soldati israeliani hanno perso la vita nel Libano da droni di Hezbollah.ISRAELE. Il ruolo dello Stato ebraico all'interno dell'intera Regione mediorientale è delicato. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha avvertito Trump che Israele "mantiene la libertà d'azione contro le minacce in tutti gli ambiti, compreso il Libano". Secondo fonti informate Trump ha chiarito a Netanyahu che non firmerà alcun accordo finale senza la condizione che l'Iran smantelli l'intero suo programma nucleare e rimuova tutto l'uranio arricchito dal paese. Il premier israeliano ha convocato per stasera il consiglio di sicurezza e secondo alcuni suoi alleati di partito (Likud) Israele starebbe assumendo un atteggiamento attendista.