“Mio figlio Alphaville è scomparso nel nulla, ma vi prego: non fermate le indagini”. È un appello disperato quello di Leticia Maria Schneider, sessant’anni, madre di Alphaville Pedrosa de Melo, il brasiliano di 31 anni sparito la sera del 31 dicembre 2024 nel cuore della riserva della Marcigliana, alle porte di Roma. Un caso ancora senza risposte, riaperto ora anche alla luce degli ultimi arresti nel mondo dello spaccio romano. “Si era messo in un brutto giro di droga. Forse da quelle indagini potrebbe emergere qualcosa sul luogo in cui si trova. Almeno il suo corpo”, dice la donna, arrivata in questi giorni da Lisbona per recuperare la Peugeot del figlio, dissequestrata dalla procura.
La macchina nel bosco e gli ultimi effetti personali
Dentro quell’auto ci sono ancora gli abiti di Alphaville, compresa la camicia che indossava poche ore prima di sparire. È uno degli ultimi frammenti rimasti di una vicenda che, da quasi un anno e mezzo, tiene aperto un inquietante vuoto investigativo. Della vittima, infatti, non è mai stata trovata traccia. Nessun corpo, nessun cellulare, nessun movimento bancario successivo alla scomparsa.
A coordinare le indagini sono la procura di Roma, il commissariato Viminale e l’associazione Penelope. Nei mesi scorsi, durante i sopralluoghi nella zona della Marcigliana, gli investigatori hanno recuperato alcuni oggetti riconducibili al trentunenne: la giacca, una scarpa, un maglione e l’auto abbandonata. Nei prossimi giorni è previsto un nuovo sopralluogo nell’area. “Riattiveremo le ricerche dopo l’appello della madre”, spiega Rocco Micale, referente di Penelope Lazio, che assiste Leticia Schneider insieme all’avvocato Antonello Viola.









