A livello nazionale l'affluenza alle ore 12 nei Comuni chiamati a rinnovare sindaci e consigli comunali è del 14,73 per cento, in leggero calo (era il 15,75) rispetto alle precedenti amministrative. In Sicilia, invece, al primo rilevamento si ferma mediamente al 12,91 per cento. Basicò, nel Messinese, e Serradifalco, in provincia di Caltanissetta, sono i paesi in cui si è votato meno, rispettivamente con il 4,5 e il 7 per cento. Dall'altro lato Milo, nel Catanese, e Scillato, nel Palermitano, quelli dove l'affluenza è stata più alta, con il 19,41 e il 19,30 per cento.
Nei nove Comuni della provincia di Catania, affluenza media del 12,56 per cento. La peggiore a Bronte, ferma al 9,89% (in linea rispetto alla tornata precedente), la più alta a Milo col 19,41% (+0,68%). Netto calo a Randazzo, che va al voto dopo lo scioglimento per mafia e dove la commissione nazionale Antimafia ha inserito quattro candidati nella lista degli impresentabili: nel Comune etneo si registra un calo del 3,90 per cento e l'affluenza si è fermata al 10,97 per cento. Calo ancora più vistoso a Calatabiano (-5,93 per cento), dove è andato al voto il 12,13%. In leggero aumento Mascali (13,28%), Pedara (13,59%), San Pietro Clarenza (14,18%). In leggera flessione Trecastagni (14,24%) e San Giovanni La Punta (13,23%).












