Il 32enne aveva le piantine di casa in Florida: "Vendetta per Soleimani"

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Mohammad Baqer Saad Dawood Al-Saadi ha fatto una promessa ai suoi: uccidere Ivanka Trump. E per dimostrare che non si trattava di una minaccia vuota, si è persino procurato la piantina della residenza della figlia del presidente Usa in Florida. A rivelare la notizia, a una settimana dall'arresto del 32enne iracheno, è il New York Post, citando fonti vicine all'inchiesta.Il movente affonda le radici nell'uccisione da parte di un drone americano di Qasem Soleimani, il 3 gennaio 2020 all'aeroporto di Baghdad. Il generale era il comandante delle Forze Quds, il braccio operativo estero dei Pasdaran e Al-Saadi, membro di spicco di Kata'ib Hizballah, la milizia sciita filo-iraniana che Washington ha inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche, aveva lavorato a stretto contatto sia con lui che con Abu Mahdi al-Muhandis, capo di Kata'ib, morto nello stesso raid. Il 32enne avrebbe preso di mira la famiglia del presidente proprio per vendicare l'uccisione di Soleimani, facendo il "voto" di eliminare Ivanka. Dopo essere stato fermato in Turchia il 15 maggio è stato estradato negli Usa, dove ora affronta sei capi d'imputazione per reati di terrorismo davanti al tribunale federale di Manhattan. Il dipartimento di Giustizia aveva già reso noti i contorni dell'operazione: l'uomo è accusato di aver compiuto 18 attentati e tentati attentati in tutta Europa e in Nord America, e il ministro ad interim Todd Blanche ha spiegato che "ha diretto e incitato altri a uccidere americani ed ebrei negli Stati Uniti e all'estero, promuovendo così gli obiettivi terroristici di Kata'ib Hezbollah e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane". Ad esempio, è ritenuto la mente dell'attacco incendiario con bombe molotov contro la Bank of New York Mellon ad Amsterdam nel mese di marzo, l'accoltellamento di due vittime ebree a Londra ad aprile e una sparatoria presso l'edificio del consolato statunitense a Toronto, sempre a marzo.