Ennesimo episodio di violenza nei confronti del personale sanitario impegnato in ospedale. Questa volta è accaduto al Policlinico di Bari: una ventenne si è presentata intorno alle 20 di ieri 23 maggio accompagnata dai parenti nel reparto di Neurologia ospedaliera diretta dal dottor Giuseppe Libro, pretendendo di essere ricoverata. Quando il medico di turno, una donna, ha obiettato che era necessario passare dal Pronto soccorso, uno dei parenti ha aggredito un altro medico con un pugno. L’episodio ha creato gravi difficoltà e molta tensione al Policlinico, perché dopo l’aggressione e l’intervento della Polizia altri parenti della donna - gente collegata a un clan di Bari vecchia - si sono presentati in ospedale e hanno “occupato” il cortile. Il medico aggredito ha riportato danni ai denti e alla cornea e ha presentato denuncia al posto fisso di polizia del San Paolo. L’autore dell’aggressione è stato messo ai domiciliari nel corso della notte su disposizione del pm di turno. L’autore dell’aggressione, un incensurato, dovrà comparire domani mattina lunedì 25 davanti al gip per la convalida del fermo.
Il reparto è stato presidiato dalle forze dell’ordine fino al mattino. Sul posto ieri sera è intervenuto il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo. «Da qualche settimana assistiamo in Puglia ad una recrudescenza di atti di violenza nei confronti di operatori sanitari dopo una lunga pausa a seguito del lavoro fatto in ambito preventivo - ha commentato Sivo sui social -. Ascoltando i commenti sul posto e successivamente al Pronto soccorso ho potuto sentire conclusioni poco piacevoli frutto anche del clima che da settimane si abbatte sul Sistema sanitario regionale: "Ladri", "fatto bene". Non vorrei che alla fine il "conto" lo paghino soprattutto gli operatori sanitari poiché esiste un nesso scientificamente evidente tra polemiche sul sistema sanitario e aumentato rischio di violenza in ambito sanitario. E' giusto discutere di sanità ma abbassiamo i toni: il problema delle risorse per la sanità pubblica è troppo serio per ridursi solo a polemiche».












