La Corte di Cassazione ha messo la parola fine al percorso giudiziario sull’omicidio di Francesco Rosso, il macellaio trentacinquenne brutalmente assassinato la mattina del 14 aprile 2015 all’interno della macelleria di famiglia a Simeri Mare, frazione del comune di Simeri Crichi. I giudici della Suprema Corte hanno respinto in modo definitivo i ricorsi che erano stati presentati da Francesco Mauro, Gregorio Procopio e Vincenzo Sculco, rendendo irrevocabili i verdetti emessi nel febbraio del 2025 dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro.
Il quadro sanzionatorio definitivo fotografa la rimodulazione delle pene già operata nel secondo grado di giudizio, che aveva escluso la massima pena dell’ergastolo comminata invece in primo grado. Gregorio Procopio e Francesco Mauro dovranno scontare trenta anni di reclusione, in perfetta linea con le richieste avanzate a suo tempo dalla procura generale. Per Vincenzo Sculco la condanna definitiva è stata fissata a quindici anni e quattro mesi di reclusione, a fronte di una richiesta iniziale dell’accusa pari a sedici anni e di una prima sentenza di condanna a ventiquattro anni. Resta invece congelata la posizione di quello che viene considerato il mandante dell’intera operazione di sangue, Evangelista Russo, il quale già nel processo di secondo grado era stato dichiarato provvisoriamente incapace di stare a processo, una condizione che impone per legge una verifica semestrale della sua reale pericolosità sociale.












