Scoppia la polemica sul trasferimento a Palermo dell’auto di Giovanni Falcone. Dopo l’annuncio del ministro della Giustizia Carlo Nordio che, durante la commemorazione per la strage di Capaci a Palazzo Jung, ha spiegato che la vettura sarà portata nel museo dedicato alla memoria di Falcone e Borsellino, arriva ora la dura presa di posizione dell’Osapp, sindacato autonomo della polizia penitenziaria.La macchina, infatti, è attualmente custodita nella Scuola di formazione della polizia penitenziaria «Giovanni Falcone» di Roma, in via di Brava. Per il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, non si tratta di un semplice cimelio, ma di «un segno tangibile di legalità e memoria istituzionale». Secondo il sindacato, la sua presenza nella scuola ha un valore formativo per gli allievi agenti e per le scolaresche in visita: un richiamo diretto al sacrificio del magistrato e alla responsabilità di chi indossa l’uniforme.Nordio aveva annunciato il trasferimento definendo l’auto «una reliquia insanguinata, mai vista prima. È un elemento significativo di quella tragedia – aveva detto il Guardasigilli – ed è giusto affidarla a questo luogo deputato a ricordare questo collega ed anche Paolo Borsellino». Il ministro aveva aggiunto che lo spostamento avverrà «in tempi molto brevi», superando un iter burocratico complesso.Per l’Osapp, invece, togliere la vettura dalla scuola intitolata a Falcone significa impoverire un luogo dove si formano le nuove generazioni della polizia penitenziaria. «La legalità non si insegna soltanto, si vive sulla propria persona e si mostra», sostiene il sindacato, che giudica la scelta del ministro «superficiale» e teme un indebolimento del valore educativo legato alla lotta contro la criminalità organizzata, anche dentro le carceri italiane. La stessa contrarietà era stata espressa anche dall'Uspp, l'Unione dei sindacati della polizia penitenziaria.