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Davide Maniaci, Giampiero Rossi, Francesca Sala e Giovanni Vigna
Si vota domani e lunedì. Se nessun candidato ottiene più del 50% dei voti, l’eventuale ballottaggio per i 14 centri con più di 15mila abitanti, tra cui i capoluoghi di provincia Lecco e Mantova, è in programma il 7 e l’8 giugno
Domani e lunedì si vota in 93 Comuni lombardi, cioè il 6,2 per cento dei 1.501 municipi della regione. da lunedì sera, nelle sedi politiche, a Milano come a Roma, si faranno analisi, raffronti, ipotesi basate sui risultati aggregati e disgiunti della tornata elettorale. Ma poi può capitare — come è già capitato a Lecco cinque anni fa — che a decidere il segno politico di un’amministrazione siano poche decine di elettori, una manciata di preferenze e, anche se meno visibile, il numero degli astenuti. E proprio questa è una delle variabili sulle quali sono puntate molte attenzioni: negli ultimi anni anche la Lombardia ha registrato un costante calo degli elettori, con affluenze che danzano sopra o sotto la soglia del 50 per cento. Ma naturalmente la grande attesa è rivolta ai risultati degli schieramenti politici, delle coalizioni. Quando si vota per la Regione, la Lombardia è, storicamente, territorio del centrodestra. Ma quando si aprono le urne nelle città, le cose cambiano e nei governi municipali c’è una prevalenza del centrosinistra.










