La Francia non attende l'Europa. E fa un passo in più: in attesa delle sanzioni al ministro per la Sicurezza israeliano, Itamar Ben-Gvir, che ha diffuso le immagini con gli attivisti della flottiglia incatenati, e dopo il racconto delle torture subite dai "prigionieri", Parigi gli ha vietato l'ingresso sul territorio per le «azioni inqualificabili nei confronti di cittadini francesi ed europei». E sugli abusi compiuti ai danni degli attivisti, invece, la procura di Roma potrebbe andare oltre la responsabilità palese del ministro, che ha diffuso le immagini, e ricostruire la catena di comando, individuando gli altri responsabili delle violenze. Già alcuni nomi sarebbero stati trasmessi ai pm.
Dal sequestro in acque internazionali, alle torture fino agli abusi sessuali. Le verifiche non riguardano soltanto Ben Gvir, ma anche altri uomini establishment. I nomi, al momento sei in tutto, sarebbero stati trasmessi dal team legale della Flotilla, una lista stilata dalla Fondazione Hind Rajab. Adesso toccherà alla procura vagliare le singole posizioni, anche attraverso la testimonianza degli altri attivisti trasmesse dai legali al Ros. Tra le persone indicate, c'è in primo luogo il ministro della Difesa Israel Katz, che avrebbe avuto un ruolo centrale nella "spedizione" contro gli equipaggi, quindi il comandante della Marina militare Eyal Harel, che ha avuto l'incarico solo alla metà di aprile e subito dopo, tra il 29 e il 30, aveva già ordinato l'abbordaggio delle barche della Flotilla nell'altra spedizione. Nell'elenco c'è anche il generale Eyal Zamir, capo di Stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane, uomo chiave nella regia dell'Idf. È molto probabile, poi, che sarà esaminata la posizione di Kobi Yaakobi, commissario capo del Servizio penitenziario israeliano, che, su delega di Ben-Gvir, ha organizzato il campo di prigionia temporaneo ad Ashdod ed è competente anche del carcere di Ketziot, dove sono avvenuti parte dei maltrattamenti.La prossima settimana è previsto un vertice in procura per stabilire per quali reati procedere, è probabile che i pm tornino a ipotizzare il sequestro di persona, e la tortura, oltre al furto, al danneggiamento. Ma questa volta si profila anche la violenza sessuale: sono 15 gli attivisti di tutti i paesi che hanno denunciato gli abusi e tra loro una ragazza italiana, che potrebbe essere sentita direttamente dal sostituto Stefano Opilio. Migliorano intanto le condizioni di Ruggero Zeni, ancora a Istanbul a causa dei problemi di salute. «Aveva ricevuto da un carceriere dell'Idf un pugno inaspettato nel fegato, ha dolore in zona epatica per una costola incrinata», ha raccontato il fratello Danilo.Fermi in Libia Ma anche per gli attivisti pro Gaza sorgono anche altri problemi. Il braccio della missione denominato "Land Convoy" è bloccato da una settimana, in Libia, alle porte di Sirte. «Nelle ultime quarantotto ore le nostre delegazioni sono state rifiutate dalle autorità dell'Est, che hanno chiuso qualsiasi possibilità di dialogo con la Mezzaluna Rossa. Ci è stato indicato di lasciare gli aiuti senza garanzie e tornare indietro» denuncia Flotilla Italia sui suoi canali social. «Ci opponiamo con decisione a questa richiesta da parte delle autorità di Haftar e chiediamo garanzie che gli aiuti siano consegnati dalla Mezzaluna Rossa alla popolazione di Gaza». Il convoglio di terra era partito nelle scorse settimane per raggiungere il valico di Rafah e consegnare aiuti in Palestina, ed è «intenzionato a proseguire a tutti i costi» hanno chiarito gli attivisti anche a Bologna e Roma, dove sono atterrati alcuni membri della spedizione, arrivati dalla Turchia dopo l'abbordaggio. Denunciano ancora una volta gli abusi e le violenze nel centro di detenzione di Ashdod, subite «davanti al ministro Ben-Gvir». Migliorano invece le condizioni di Ruggero Zeni, l'attivista italiano della Flotilla ricoverato a Istanbul che dovrebbe rientrare entro oggi. «Aveva ricevuto da un carceriere dell'Idf un pugno al fegato, a Istanbul l'hanno ricoverato per accertamenti. Prova dolore in zona epatica per una costola incrinata».Intanto il rientro dei sei attivisti spagnoli si è trasformato in uno scontro tra le forze dell'ordine e i sostenitori che li attendevano all'aeroporto di Bilbao. Il tentativo di avvicinarli da parte di amici e parenti è finito a colpi di manganello con quattro fermati. Un episodio che suscita il sarcasmo di Israele: il ministero degli Esteri in un post su X ha chiesto spiegazioni al governo spagnolo «riguardo al trattamento degli anarchici della Flottiglia».Flotilla, attivisti atterrati la notte scorsa in Italia: «Vissute ore di botte, sevizie e torture» VIDEO










