Le polemiche in occasione dell'anniversario della morte di Giorgio Almirante viste da Francesco Damato

Non riesco ancora a spiegarmi le ragioni per le quali la destra meloniana abbia voluto creare, con tutti i problemi che ha nel governo, un caso Almirante celebrando due giorni fa l’anniversario neppure tondo della morte del leader missino, spentosi 38 anni fa, nel 1988. Anche il centenario della nascita, di solito celebrato per persone guadagnatesi una certa celebrità, è passato 12 anni fa. Perché, mi ripeto, esporsi al rischio di provocare polemiche, arrivate puntualmente per ricordare e rinfacciare al defunto protagonista a lungo della destra repubblicana i momenti più controversi della sua vita, a cominciare da quelli della Repubblica sociale di Salò?

A proposito delle polemiche che ne sono derivate, la sinistra ha voluto confermare le sue peggiori abitudini di livore, e simili, essendo stato Almirante l’uomo della destra italiana col quale il Pci -ripeto il Partito Comunista Italiano- ha avuto i migliori rapporti.

Dopo averlo frequentato, pur riservatamente, per scambiarsi informazioni e consigli avendo entrambi alle spalle o di fianco terroristi, neri e rossi, che inguaiavano i rispettivi partiti, Almirante si presentò alla camera ardente di Enrico Berlinguer, nell’atrio della sede nazionale delle Botteghe Oscure, per onorarne la memoria. E a casa -raccontò poi la moglie Assunta- aveva pianto alla notizia della morte del leader comunista.