Nella consulenza della Procura di Pavia affidata all’antropologa forense Cristina Cattaneo si legge che Chiara Poggi è morta tra i 15 e i 20 minuti dopo l’inizio dell’aggressione: nei primi momenti in cui è stata colpita era molto probabilmente “nelle piene capacità di reagire”.

Chiara Poggi

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Chiara Poggi è stata uccisa con almeno 12 colpi. Nei primi momenti in cui è stata colpita era molto probabilmente "nelle piene capacità di reagire" e avrebbe provato una "difesa passiva". La ragazza è morta al massimo 20 minuti dopo l'inizio dell'aggressione. Si può riassumere così parte della consulenza della Procura di Pavia affidata all'antropologa forense Cristina Cattaneo per analizzare l'orario del decesso anche sulla base delle ferite riportate sul corpo di Chiara Poggi e l'eventuale compatibilità del piede di Andrea Sempio, l'attuale indagato, con eventuali impronte trovate sul pavimento della villetta di Garlasco il 13 agosto del 2007.

Lo scorso ottobre infatti nei laboratori milanesi di Cristina Cattaneo era stato convocato Sempio e in quell'occasione erano state prelevate le sue misure del corpo tra cui appunto quella del piede. Nella consulenza si legge che "le misurazioni antropometriche effettuate dalla Prof.ssa Cattaneo indicano dei valori del piede di Sempio compatibili con calzature di tg. 42-43" e quindi compatibili per i pm con l'impronta della scarpa marca ‘Frau' di numero 42. Quella impronta a pallini che già durante le indagini su Stasi era stata associata all'assassino. Ma in merito all'orario dell'omicidio cosa ha svelato nella sua consulenza la dottoressa Cattaneo? Subito dopo l'omicidio il medico legale Marco Ballardini, che svolse l'autopsia sul corpo di Chiara Poggi, nella sua relazione aveva spiegato che la vittima non aveva fatto in tempo a difendersi, motivo per cui sotto le unghie della ragazza nel 2007 i Ris non avevano trovato materiale genetico dell'assassino. Nella recente consulenza della Procura di Pavia invece la dottoressa Cattaneo scrive di "difesa passiva" sostenendo che dopo i primi colpi non mortali Chiara Poggi potrebbe non aver perso i sensi e tentato in qualche modo di reagire. Si legge: "È molto probabile che Chiara avesse uno stato di coscienza conservato (vigilanza integra); possibilità di reazioni protettive e/o di allontanamento dal pericolo; possibilità di compiere azioni finalizzate (es. chiedere aiuto, spostarsi, mettersi al riparo), pur in presenza di dolore e stress acuto". Successivamente è stata colpita altre volte alla testa e in questo caso Chiara Poggi non è stata più in grado di reagire. Infine, è morta dopo essere stata colpita all'occipite, ovvero alla regione posteriore del cranio. In tutto i colpi sono stati 12. Ma quanto tempo è durata l'aggressione?