HomeAscoliCronacaPusher prova a fuggire dalla polizia. Catturato, ora andrà a processoAveva con sé un vero e proprio supermarket della droga ambulante, ma il suo atteggiamento sospetto era stato notato dalla...Gli oggetti rinvenuti dalla PoliziaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAveva con sé un vero e proprio supermarket della droga ambulante, ma il suo atteggiamento sospetto era stato notato dalla polizia che, nonostante il tentativo di fuga e di nascondere le sostanze stupefacenti in una fioriera, lo aveva smascherato e denunciato. Per questo motivo, a conclusione delle indagini, un 20enne tunisino domiciliato a Fermo è stato rinviato a giudizio. Il nordafricano finirà quindi sotto processo e sarà chiamato a rispondere di detenzione di sostanze stupefacenti. Tutto era iniziato nel corso dell’attività di controllo del territorio quando gli agenti della squadra volante, intorno alle 20,30 di venerdì sera, nel quartiere di Lido Tre Archi, avevano notato un giovane seduto sul marciapiede all’angolo di via Segni che parlava con una ragazza. I due, vedendo i poliziotti avvicinarsi, erano stati presi dal panico, tantoché il ragazzo seduto si era alzato di scatto e aveva iniziato a correre. Gli agenti, vedendo il giovane in fuga, avevano cominciato ad inseguirlo in macchina, per tutta via Segni, comunicando ad una seconda pattuglia in servizio di aver bisogno di aiuto. Il giovane, passando sotto i portici, aveva raggiunto largo Saragat, dove era stato visto rallentare per celare qualcosa all’interno di una fioriera in cemento, per poi riprendere a correre in direzione di via Bachelet. Li però, ad attenderlo, vi erano altri due poliziotti della squadra volante, che, scesi dal veicolo, lo avevano intercettato e fermato. Il 20enne tunisino, con regolare permesso di soggiorno e con precedenti per stupefacenti, essendo agitato e non collaborativo con i poliziotti, era stato fatto salire in sicurezza all’interno del veicolo di servizio. Gli agenti, invece, erano ritornati nei pressi della fioriera dove il giovane si era fermato e avevano rinvenuto un grosso involucro riportante l’immagine di "Che Guevara" (uguale all’ingente sequestro effettuato pochi giorni prima dalla squadra mobile) e altre 17 dosi termosaldate. Il nordafricano era stato accompagnato in questura e sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici e, a seguito dell’analisi dello stupefacente effettuato dalla polizia scientifica, il "panetto" era risultato essere hascisc per un peso di 80 grammi, mentre le 17 dosi di stupefacente erano risultate suddivise in 10 palline termosaldate di cocaina e sette di eroina. La sostanza stupefacente era stata sequestrata e il 20enne denunciato.