Nel cuore produttivo di San Giovanni in Marignano, il lusso cambia pelle. Aeffe, storica roccaforte di brand come Moschino e Alberta Ferretti, si prepara a una metamorfosi cruciale per superare la tempesta finanziaria. Un riassetto che arriva al culmine di forti tensioni. L’azienda aveva infatti aperto una procedura per 221 licenziamenti tra le sedi di San Giovanni e Milano, arrivando finora a 120 esuberi effettivi. La transizione è guidata dall’offerta preliminare di Oxy Capital, volta a lanciare un vero e proprio salvagente al gruppo. I conti richiedevano un intervento tempestivo: l’assemblea straordinaria ha certificato un patrimonio netto in rosso per 1.9 milioni di euro, sceso sotto i minimi di legge. Il piano prevede che Oxy rilevi gli asset operativi accollandosi le passività. La nuova Aeffe sarà un’entità risanata e senza debiti, prospettiva che ha spinto il titolo in Borsa a registrare un incoraggiante +0.7%. La tabella di marcia è serrata e si intreccia col destino dei dipendenti. "Il 9 giugno ci sarà l’incontro al Mimit e speriamo emergano dettagli, anche perché i termini della composizione negoziata a cui è sottoposta l’azienda stanno finendo", spiega Daniele Baiesi, segretario della Filctem Cgil Rimini. A giugno è attesa l’offerta vincolante del consorzio, a ottobre l’accordo finale con i creditori. "In assemblea abbiamo informato i lavoratori – prosegue Baiesi –. Ora dobbiamo confrontarci con chi rappresenta questa nuova realtà per capire nel dettaglio il piano industriale e l’impatto sul territorio". L’attenzione resta alta anche per la vasta rete di aziende che lavorano per conto di Aeffe, tra Romagna, Marche, Veneto e Toscana. Tra le maestranze c’è però speranza, forte di una garanzia chiave: "L’elemento più importante è che non ci saranno ulteriori esuberi oltre alle persone già coinvolte nei licenziamenti — sottolinea Baiesi —. Siamo in attesa, un po’ come quando deve iniziare uno spettacolo, sperando che sia positivo e ci siano le condizioni per una vera ripartenza industriale". A orchestrare l’operazione è Oxy Capital, fondata nel 2016 da Stefano Visalli ed Enrico Luciano, specializzata nel salvataggio di aziende in crisi. Un approccio che unisce iniezione di capitali e nuove competenze manageriali, già applicato con successo nel 2024 per il rilancio del gruppo Imprima e che oggi punta a traghettare l’intero patrimonio di Aeffe verso un futuro inedito.