«Ècome una roulette russa. Non sappiamo a chi toccherà domani ricevere la lettera di licenziamento». Santina La Spada lavora in Aeffe spa da ventisei anni, gruppo leader in creazione, produzione e distribuzione nel fashion & luxury. Distretto artigianale industriale di San Giovanni Cattolica, provincia di Rimini. Tra i brand per cui lavora Aeffe spiccano nomi come Moschino, Alberta Ferretti e Pollini. Tra il 13 e il 14 gennaio Aeffe spa ha consegnato a mano, direttamente a lavoratrici e lavoratori, 120 lettere di licenziamento. «È stato bruttissimo - racconta La Spada -. Eravamo alle macchine da cucire, hanno iniziato a chiamare le colleghe una ad una al piano superiore. È toccato anche alle mie amiche, sedute accanto a me. Tornavano giù con in mano una comunicazione ufficiale: il loro licenziamento». E purtroppo non è finita.
L’azienda all’inizio ha aperto la procedura di crisi per 221 dipendenti diretti. Dopo le prime trattative, il numero degli esuberi è sceso a 160/170. «Ancora non si sa con certezza». E chi saranno i prossimi? «Forse io, chi può escluderlo?». Daniele Lugato ha già preparato i figli. «Vedono il papà sempre triste, dovevo spiegargli perché». «Non potete immaginare cosa significa vivere così». Anche Lucia Pompigna ci mette la faccia. Sono le 13, è l’ora della pausa pranzo. La Spada, Pompigna e Lugato accettano di esporsi, tutti gli altri fuggono alle domande: «Abbiamo paura», dicono. Tutti comunque puntuali a lavoro: «Ci sono le sfilate a Dubai a breve. Siamo professionisti».






