HomeFirenzeCronacaSamurai Jay, un disco da film. Firmacopie per il lancio di ’Amatore’Dalla vetta della Fimi ai Gigli: mercoledì l’incontro ravvicinato con l’artista. Come fare per partecipareSamurai Jay incontrerà i fan e firmerà le copie del suo nuovo album ’Amatore’ il 27 maggio dalle 18 al centro commerciale I Gigli di CampiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCinema, che passione. O almeno così sembra per Samurai Jay, atteso al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio mercoledì prossimo (ore 18) dal firmacopie del nuovo album ’Amatore’, uscito venerdì scorso. Il velivolo da cui è inseguito sulla copertina del disco, infatti, strizza l’occhio all’aereo da ricognizione del tenente Carmelo La Rosa che in ’Mediterraneo’ attera a Megisti, nel cuore dell’Egeo, per informare Abatantuono e compagni che sulla terra ferma il mondo è cambiato. Ma anche a quello che insegue Cary Grant nell’hitchcockiano ’Intrigo internazionale’, minaccioso incursore come quel successo che dopo Sanremo ha preso la mano di Genny (all’anagrafe si chiama Gennaro Amatore, da cui il titolo del disco) insediandolo con ’Ossessione’ per undici settimane di filato in vetta alla classifica Fimi.

"C’è molto più Genny che Samurai, in questo album" premette lui, lasciando un passo indietro il personaggio cucitogli addosso dalla popolarità. "Il messaggio del disco è non lasciarsi intimorire da ciò che abbiamo alle spalle, ma andare avanti". Se ’Ossessione’ coi suoi ritmi caraibici s’è rivelata, a dispetto del 17esimo posto all’Ariston, una hit estiva fuori stagione, l’album conta su una variegata tavolozza cromatica quanto a situazioni e stati d’animo. "Il Festival l’ho vissuto senza pensare troppo a tutto quello che gli girava intorno - dice –. Non mi interessava la classifica o capire come stesse andando: ero lì, su quel palco, con le persone con cui volevo essere, e in quel momento bastava così. Le cose successe dopo hanno avuto il loro peso, certo, ma non le considero il centro di tutto. Questo album, invece, sì. È qui che sento davvero di aver iniziato qualcosa. Dell’esperienza all’Ariston mi porto dietro soprattutto la follia, ma anche i rapporti umani, gli incontri, le conversazioni. È quella la parte che mi è rimasta davvero addosso. Il resto passa. Alla fine, se fai le cose con sincerità e continuità, i risultati arrivano da soli".