HomeReggio EmiliaCronacaSi è spento il noto micologo Amer MontecchiSocio e fondatore del gruppo ‘R. Franchi’: "Perdiamo un simbolo del territorio".Socio e fondatore del gruppo ‘R. Franchi’: "Perdiamo un simbolo del territorio".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSi è spento, all’età di 90 anni, Amer Montecchi, socio e fondatore del gruppo micologico e naturalistico ‘R. Franchi’ di Reggio. Montecchi, originario di Baiso, è deceduto nella sua abitazione di Scandiano. "Papà – dicono i figli – è stato presidente del gruppo micologico Franchi. Grande appassionato di funghi e tartufi, aveva anche pubblicato dei libri. Per tanti anni aveva svolto l’attività di artigiano operando, principalmente nelle abitazioni, come imbianchino". Amer lascia i figli Ivan e Morgan, le nuore Lory e Claudia, i nipoti Malcom, Martina e Luca, la sorella Dea, il fratello Vasco, il cognato e gli altri parenti. I funerali si svolgeranno domani partendo alle 14.30 dalle camere ardenti dell’ospedale di Scandiano per raggiungere l’ara crematoria del cimitero di San Cataldo a Modena.
Tanti i messaggi di cordoglio e vicinanza arrivati alla famiglia. Fausto Cocchi, ex commerciante di Scandiano, ha espresso profondo dolore per la morte di Montecchi: "La nostra comunità perde non solo un esperto, ma uno scandianese doc, uno di quelli che hanno portato il nome del nostro territorio ben oltre i confini della provincia. Amer Montecchi è stato un micologo di fama internazionale, un punto di riferimento assoluto nello studio dei funghi ipogei, i tartufi, che lui sapeva raccontare e riconoscere come pochi al mondo. Con opere fondamentali come Funghi ipogei d’Europa (con Mario Sarasini) e l’Atlante fotografico di funghi ipogei ha lasciato un patrimonio scientifico che continuerà a parlare per lui". Cocchi ha ricordato che Amer non era "solo scienza: era passione per la nostra terra, per i boschi, le tradizioni contadine, per quei frutti dimenticati che lui sapeva valorizzare come tesori. Ha donato erbari, collezioni, conoscenza e tempo ai musei del territorio reggiano perché ciò che amava non andasse perduto. Scandiano perde un uomo che ha saputo unire rigore, curiosità e amore per le proprie radici".






