Un giullare contemporaneo, folle e attualissimo, che commuove, diverte, emoziona e sorprende. Al Teatro Cucinelli di Solomeo ha debuttato con...Un giullare contemporaneo, folle e attualissimo, che commuove, diverte, emoziona e sorprende. Al Teatro Cucinelli di Solomeo ha debuttato con grande successo in prima nazionale lo spettacolo di Matthias Martelli, “Lu Santo Jullàre Francesco“ (foto) di Dario Fo e Franca Rame, coprodotto dagli Stabili di Torino e dell’Umbria, per gli 800 anni della morte di San Francesco e i 100 anni della nascita di Dario Fo. Una sfida che Martelli ha accolto e rinnovato con energia e rigore in un monologo dai mille volti: in scena c’è solo lui ma davanti agli occhi del pubblico scorre uno straordinario universo di figure, corpi, suoni e parole. Avvolto da una scenografia spoglia – solo corde tese che calano dall’alto – l’artista dà prova del suo talento multiforme: attualizza e modifica le introduzioni del Premio Nobel per la letteratura, gioca con il pubblico e sceglie quattro meravigliose giullarate e il loro grammelot universale, muovendosi tra lombardo-veneto, napoletanesco e dialetto del Cento-Italia (apprezzatissima la cadenza perugina): ed ecco l’incontro con il Lupo di Gubbio , la “Concione di Bologna“ in uno smaccato e grottesco elogio della guerra, il rocambolesco incontro con Papa Innocenzo III, il lirismo del congedo finale: Martelli non imita ma ’diventa’ Dario Fo, ne riproduce sguardi, mimica, movimenti. Agli applausi finali salgono sul palco, con l’artista, l’imprenditore-mecenate Brunello Cucinelli, il direttore dello Stabile umbro Nino Marino, quello dello Stabile torinese Filippo Fonsatti e Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo Rame che ha inserito lo spettacolo nel cartellone delle celebrazioni. C’è grande orgoglio e gioia condivisa. Dopo il debutto, ’Lu Santo Jullare Francesco’ inaugura oggi il Teatro di Norcia restaurato dopo il sisma per affrontare poi una lunga tournée in tutto il mondo.