Domani la stagione della Filarmonica prosegue alle 20 al Teatro alla Scala con il debutto della direttrice francese Marie Jacquot, che a 35 anni si è imposta all’attenzione internazionale grazie a un approccio interpretativo curioso, rigoroso e una sensibilità per la musica contemporanea. Debutta alla Scala anche il violista Antoine Tamestit, interprete del “Concerto per viola e orchestra“ scritto nel 1929 dal compositore inglese William Walton; è uno dei primi brani in cui lo strumento diventa solista dell’orchestra. Nella seconda parte del programma Jacquot dirige “Ouverture“ e la sua versione della “Suite op. 61“ dallo shakesperiano “Sogno di una notte di mezza estate“ di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Brano romantico, l’Ouverture dall’opera “Der Freischütz“ di Carl Maria von Weber che apre il concerto, mentre il Sogno, prima ouverture scritta nel 1826 da Mendelssohn–Bartholdy, non è un preludio alla musica di scena ma un componimento finito, ispirato alla commedia di Shakespeare che proprio in quel periodo iniziava a essere tradotto e letto in Germania.

Strepitosa signora del podio, Marie Jacquot nasce nel 1990 a Parigi e cresce a Chartres; scopre il pianoforte fin bambina, una passione che condivide con il gioco del tennis di cui diventa una promessa. A quattordici anni gioca nella categoria juniores del Roland-Garros, ma la competitività dell’ambiente sportivo la costringe ad abbandona la carriera, e inizia lo studio del trombone. Dieci anni fa diventa assistente di Kirill Petrenko alla Bayerische Staatsoper: è la svolta della sua vita. Oggi è direttrice principale del Royal Danish Theatre, direttrice ospite dei Wiener Symphoniker e da fine anno sarà Direttrice Principale della WDR Symphony Orchestra. Grazia Lissi