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Don Piero Lupo tornerà in Sicilia, a Milazzo, dopo decenni trascorsi ad Arcola

A scuola faceva cantare agli alunni "Sciuri sciuri sorridi tuttu l’annu" e la lezione partiva che era già una festa. Don Piero Lupo, oggi salirà su un traghetto per la Sicilia, per la sua Milazzo dove lo accoglieranno i familiari e dove aveva chiesto da circa un anno di poter rientrare per invecchiare con i suoi cari. Ad Arcola, precisamente a Baccano, dove è arrivato nel 1994, lo hanno salutato tutti, con una festa, un misto tra il sorriso e le lacrime, perché un prete così non si scorda facilmente. Un vero salesiano, uno di quelli per i quali l’attenzione alle giovani generazioni, alla loro educazione, è la missione più importante. Arrivò negli anni Ottanta a Spezia, prima era stato parroco in Val di Vara, e poi sul territorio arcolano alla Pieve dei santi Stefano e Margherita di Baccano, dove qualche giorno fa sulla porta della chiesa, "arrampicato" su una scala ha ammirato il Giro. Don Lupo è sempre stato più di un prete, uno di famiglia, tra la gente e con la gente, avvicinando i giovani alla chiesa, facendoli giocare insieme con un pallone, o facendo gli attori, facendoli cantare, recitando su un palco, per insegnare a stare uniti, il fair play, lo spirito di squadra, e poi a riconoscere la Chiesa come una casa: "Ho un ricordo bellissimo – racconta il vicesindaco Gianluca Tinfena – risale ai primi anni, quando al Ponte di Arcola c’era ancora Don Otello Cazzaniga, tra i due parroci c’era tanta collaborazione e volontà di valorizzare il più possibile l’oratorio Bertolucci, si facevano tante cose, le recite, gli spettacoli teatrali preparati durante l’estate che poi mettevamo sul palco nelle occasioni, ad esempio per la festa della mamma. Don Lupo è una persona che si è fatta voler bene per il suo modo di essere sacerdote e salesiano". Un parroco capace di stare in mezzo alla gente, di vivere la comunità in ogni occasione, con quella leggerezza che lascia il segno. "Io lo ricordo da bambina, quando in occasione della Festa della Mamma ci preparava per lo spettacolo che si svolgeva all’allora Teatro Astra della Spezia – racconta la scrittrice Daniela Tresconi – davanti a migliaia di persone. Il gruppo arcolano chiudeva la serata tra sketch, balletti ed esibizioni musicali. Erano giornate fatte di prove, emozione, entusiasmo e quella voglia di stare insieme che don Piero riusciva sempre a trasmettere. Momenti bellissimi che porterò sempre con me". Cristina Guala