Marzo 1944, il fronte italiano è ancora aperto, gli Alleati risalgono la penisola e a Terzigno, alle falde del Vesuvio, l'aviazione militare statunitense ha costruito il Pompeii Airfield, uno dei campi di volo più avanzati del teatro europeo. Poi il vulcano decide diversamente e l'eruzione travolge gli aerei parcheggiati sulla pista. Quelle immagini - aerei distrutti con la colonna eruttiva sullo sfondo, bombardieri americani che sorvolano il cratere come se cercassero di capire con chi avevano a che fare - sono conservate negli archivi del National Archives and Records Administration ma adesso sono a Terzigno, esposte alle pareti di una sala luminosa.
Le foto La mostra si chiama «Il Respiro del Gigante» ed è stata inaugurata qualche giorno fa nella nuova sede della Pro Loco Terzigno APS, presieduta da Francesco Ambrosio, in corso Alessandro Volta 79. È un progetto di dimensioni insolite per il comprensorio vesuviano: oltre cento fotografie d'epoca relative alle eruzioni del 1906, del 1929 e del 1944, molte delle quali inedite o raramente viste dal pubblico, integrate da documenti storici, ricostruzioni, dieci totem multimediali e una sezione dedicata alle storiche gouaches dell'Osservatorio Vesuviano. Il percorso è permanente, ad accesso gratuito, aperto dal lunedì al venerdì. Il lavoro di curatela è di Francesco Servino, giornalista, storico e ricercatore di Terzigno, vicepresidente della Pro Loco, che ha concentrato in poche settimane un'impresa che avrebbe richiesto almeno un anno: dalla ricerca storica all'impostazione grafica e multimediale, con il supporto scientifico dei professori Sandro De Vita e Mauro Di Vito dell'Osservatorio Vesuviano. La documentazione è arrivata da istituzioni di primo piano: il National Archives and Records Administration, il National WWII Museum di New Orleans, il Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli. I patrocini morali portano le firme dell'INGV, dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, del Comune di Terzigno e del Comune di Napoli. Casavatore, rivoluzione traffico: 150 nuovi posti auto ma esplode la protestaLa qualità del progetto ha già prodotto un effetto concreto: pochi giorni dopo l'inaugurazione, la sede della Pro Loco ha accolto il professor David Michael D'Andrea dell'Oklahoma University, storico specializzato nella 45ª Divisione di Fanteria statunitense «Thunderbird», la stessa che operava nell'area vesuviana nel 1944 - giunto a Terzigno tramite il Consolato americano per visitare la mostra e avviare un confronto con i curatori in vista di possibili collaborazioni internazionali. Una visita che dice molto sulla portata scientifica di ciò che è stato costruito. La Pro Loco Terzigno APS è nata appena nel 2025, un fatto che rende ancora più significativa la velocità con cui è riuscita a strutturare un progetto di questa scala. Accanto alla mostra, nella stessa sede è stata inaugurata anche una sezione territoriale di Coldiretti: due anime del territorio vesuviano che ora si trovano sotto lo stesso tetto e lavoreranno insieme. Quello che rimane, guardando le fotografie della mostra, è la misura di quanto questo territorio abbia attraversato. Il Vesuvio che distrugge gli aerei americani mentre la guerra è ancora in corso. Le colonne di fumo che si alzano sopra i vigneti. I civili in fuga dalle colate. La storia del comprensorio vesuviano è fatta di questa convivenza quotidiana con qualcosa di più grande, e adesso ha finalmente uno spazio dove essere raccontata.






