Un nero che non è lutto, ma orgoglio e appartenenza. È quello delle toghe pronte a invadere i corridoi del Nuovo Palazzo di Giustizia.
All’indomani della notizia della “spy story” che ha coinvolto Raffaele Esposito, decano dell’avvocatura napoletana, e il collega Salvatore Pettirossi, la categoria è pronta a serrare le file.
Sul calendario c’è una data cerchiata in rosso: mercoledì mattina, quando i penalisti si raduneranno, indossando la toga, davanti all’aula 114 per manifestare la propria solidarietà e, soprattutto, protestare contro una vicenda che sembra fare da apripista a un metodo investigativo che trasforma il tribunale in un set di sorveglianza.
L’appuntamento non è casuale.
In quel frangente la terza sezione della Corte di assise dovrà pronunciarsi sull’utilizzabilità dei nuovi atti depositati dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Luigi Mocerino.











