Per i giovani italiani la tv è soprattutto Smart. È l’immagine più forte che emerge dai dati della cosiddetta «Ricerca di base» che ha generato, anche quest’anno, il Rapporto Auditel-Ipsos/Doxa presentato da Paolo Lugiato (Direttore generale della prima) e Nando Pagnoncelli (Presidente della seconda). Cominciamo col dire che la Ricerca di base è un pozzo di conoscenza sull’Italia che cambia, costruita attraverso oltre 14mila interviste familiari. Quel che sappiamo, proprio dai dati Auditel, è che il pubblico più tradizionalmente televisivo è quello anziano, ultra65anne. Lo è dal punto di vista della durata del consumo dei programmi, anche in relazione a una fase della vita che consente di avere più tempo libero o maggiore bisogno di compagnia. Il rapporto fra «consumi televisivi» e «consumi digitali» si inverte, invece, nella fascia dei più giovani, che passano due terzi del loro tempo fra siti e social ma non dimenticano affatto la televisione. Specie - ed è questo il punto – quando diventa «Smart», ovvero connessa ad internet, di fatto una sorta di ibrido fra il vecchio televisore e un device sempre on-line. Gli oltre 10 milioni di italiani che hanno fra 18 e 34 non sono un blocco compatto: alcuni lasciano la casa dei genitori, altri continuano a convivere in famiglia, altri ancora creano nuove famiglie. La presenza di giovani, in tutti questi casi, costituisce un fattore d’innovazione sul piano delle dotazioni domestiche: fra quelli che vivono in casa coi genitori, l’80% ha almeno una Smart TV (contro una media nazionale del 69%); fra chi costituisce una nuova famiglia, addirittura l’88%. Insomma, i giovani non trascurano la presenza nelle loro case non solo del televisore, ma di quello connesso, che consente di passare dal digitale terrestre (dove si trovano le reti tradizionali) al mondo dei servizi in streaming (non solo quelli globali, come Netflix o YouTube, ma anche RaiPlay, Infinity etc). Insomma, consumano meno tv in termini di tempo, ma non vi rinunciano affatto. La usano in modi più ibridi. E, chissà, col tempo che passa, potrebbero anche modificare le proprie abitudini mediali… (a.g.)In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione su dati Auditel.