PADOVA - Un calvario durato vent'anni, tra le mura domestiche. Vent'anni di pestaggi, insulti, sputi, minacce di morte, mobili devastati. Sulla moglie, ma anche sulla figlia. Che da quando aveva appena 6 anni, ancora bambina, veniva frustata con la cintura e picchiata ogni volta che tentava di difendere la mamma. E costretta, con la donna, a sistemare i danni che il padre e marito causava in casa durante le violenze, che spesso avvenivano quando era ubriaco. Un quadro tremendo è quello che i carabinieri hanno portato alla luce il 7 maggio, ennesimo caso di violenza domestica nel Padovano.

Gli abusi I maltrattamenti sono venuti alla luce quando la donna ha chiesto aiuto ai carabinieri, intervenuti nell'abitazione dopo l'ultimo episodio violento. Lei ha infine sporto querela nei confronti del marito e ciò che è emerso dai suoi racconti è una vicenda agghiacciante di abusi e sopraffazioni cominciata nel 2007. Violenza fisica, psicologica, economica a cui l'uomo ha sottoposto sia la moglie che la loro figlia, oggi maggiorenne ma che è stata vittima del padre fin da quando era ancora una bambina. Incalcolabili le scenate, fomentate dall'abuso di alcol, con minacce di morte, pugni, schiaffi, insulti sputi. Prima alla moglie davanti alla figlia, poi anche a quest'ultima, quando ha cominciato a difendere la mamma.In un'occasione l'uomo è accusato di aver premuto un cuscino sul volto della moglie per soffocarla, dicendole «Vedi cosa ti potrebbe succedere? Stai buona». Spesso distruggeva mobili e suppellettili, costringendo le due poi a pulire e sistemare. Alla bambina, poi diventata ragazza, erano riservate spinte, schiaffi, cinghiate. E poi brutali pestaggi, minacce con la forchetta puntata alla gola, le mani strette al collo per colpa di un paio di auricolari difettosi. Il tutto unito alla persistente umiliazione economica: l'uomo non pagava nulla per le necessità della famiglia, né concedeva a moglie e figlie alcuna spesa, pretendendo anzi di vedere gli scontrini per ogni minimo acquisto.L'arresto Dopo l'intervento dei carabinieri l'uomo è stato arrestato per il reato di maltrattamenti in famiglia ed è ora indagato. Il provvedimento è stato convalidato dal giudice: è a piede libero, colpito dall'ordine di allontanamento dalla casa familiare e dal divieto di avvicinare moglie e figlia a meno di 500 metri, sia a casa che al lavoro. Gli è stato inoltre applicato il braccialetto elettronico che lui però ha rifiutato, perciò è scattato il divieto di dimora nel comune in cui vivono le vittime.