di
Elisa Messina
Elisa Maria Bottiglieri e Marianna Folli sono autrici e interpreti di «Come due sorelle», spettacolo teatrale di satira sul femminile e sul maschile. E relative mostruosità
Disparità di genere, stereotipi maschili e femminili, gap salariale tra uomini e donne e divari di carriera, tabù sessuali. Temi tosti, serissimi. Ma loro, «Le Mostre» li portano sul palcoscenico con la chiave dell'ironia e della comicità. E va a finire che, ridendoci su, i «temi tosti» entrano dentro meglio. E ci rifletti meglio. Perché quando tiri fuori il suo lato grottesco, il mostro (o la mostra) smette di far paura e lo puoi guardare negli occhi.«Le mostre» sono al secolo Elisa Maria Bottiglieri e Marianna Folli e lo spettacolo è «Come due Sorelle», prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano e scritto dalle due attrici che ormai sono già due celebrità anche il rete, con la loro pagina Instagram.
«Come due sorelle» è un dialogo continuo, brillante serrato, con continui scambi di ruolo, scambi di contesto, coinvolgimento del pubblico. Gli stereotipi che iniziano fin dalla culla per «maschietti» e «femminucce» che poi diventano tabù crescendo, le paturnie delle mamme con le maestre dei figli fin dalla materna, l'educazione sessuale che... vabbè, ognuna di noi l'ha vissuta a modo suo e sempre in modo bizzarro, e poi le prime relazioni sentimentali, i colloqui di lavoro a sfondo sessista (neanche tanto sfondo...). Tra racconti creativamente autobiografici e satira della miglior fattura ecco che viene fuori tutto il bestiario contemporaneo di «mostri e mostre» che incontriamo nella vita quotidiana con tutte le conseguenze della discriminazione di genere. Per inciso, la parola «discriminazione» non viene mai pronunciata e non ce n'è bisogno, la satira non deve essere esplicita. Ma possiamo immaginarla scritta a caratteri cubitali, luminosi e lampeggianti sopra il palco come la chiave di tutto.






