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Da una settimana in Irlanda ci sono proteste e discussioni pubbliche per la morte di Yves Sakila, un uomo congolese di 35 anni ucciso da alcune guardie di sicurezza private mentre lo bloccavano e schiacciavano a terra a Dublino sospettando che avesse commesso un piccolo furto. Le manifestazioni che chiedono che la dinamica e le responsabilità siano accertate attraverso un’indagine trasparente hanno portato al centro del dibattito irlandese il tema del razzismo e della violenza contro persone migranti, in un paese che storicamente viene considerato accogliente.
Sakila aveva 35 anni ed era immigrato in Irlanda dal 2005. Venerdì 15 maggio era stato bloccato da alcune guardie giurate in Henry Street, una via del centro di Dublino, dopo essere stato accusato di essere un taccheggiatore che aveva rubato nel grande magazzino Arnotts. In un video circolato online si vedono diverse guardie immobilizzare Sakila, schiacciandogli la testa contro il marciapiede. A un certo punto una di loro sale con un ginocchio sul suo collo per alcuni secondi. I poliziotti intervenuti in seguito hanno spiegato che quando sono arrivati si sono resi conto che Sakila aveva perso conoscenza e hanno cercato di rianimarlo. È stato portato in ospedale, dove è morto poco dopo.











