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Nel giorno in cui Palermo e l’Italia intera ricordano la strage di Capaci, la città si ritrova ancora una volta attorno ai valori della memoria, della legalità e dell’impegno civile. Dall’attentato in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, istituzioni, associazioni, rappresentanti politici e realtà del territorio affidano a note, interventi e iniziative pubbliche il proprio messaggio di ricordo e riflessione.Una giornata scandita da commemorazioni, cortei, dibattiti e prese di posizione che riportano al centro il tema della lotta alla mafia, ma anche quello della responsabilità collettiva nel custodire e rinnovare ogni giorno l’eredità di Capaci.In aggiornamento
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Barbagallo: la mafia cerca sponde anche nella politica
«Oggi è il giorno del ricordo e dell’omaggio a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani e di tutte le vittime della mafia. Davanti all’albero Falcone oggi si rinnova quel sentimento di riscossa e di riscatto che, dopo le stragi del 1992-1993, ha scosso noi siciliani ma anche l’intera nazione. E dobbiamo continuare a tenere alto il livello di attenzione rispetto alla criminalità mafiosa divenuta, se vogliamo, ancora più subdola e insinuante. E purtroppo per alcuni ancora attraente». Lo dichiara il segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. «Non ci sono più delitti eclatanti, l’ala criminale è stata decimata grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Ma c'è, da un lato una grande disponibilità di armi come testimoniano i recenti atti intimidatori a colpi di mitra, a Palermo. E dall’altro la mafia fa business, ha ingenti capitali da investire nell’economia legale, mira ai grandi appalti pubblici, cerca ancora collusioni con certa politica incapace di respingere le sue lusinghe».










