Pavia. Dalla galleria del vento in miniatura alla fisica dello sci, dall’alimentazione degli sportivi agli esperimenti sul corpo umano. Per due giorni i cortili dell’Università di Pavia hanno ospitato Scienza Under 18, la manifestazione che riunisce scuole di ogni ordine e grado del territorio pavese attorno alla divulgazione scientifica fatta dagli studenti. L’edizione di quest’anno, la ventitreesima, ha coinvolto 30 istituti, tra primarie, secondarie di primo grado e superiori, con 30 postazioni per ciascuna giornata e 60 blocchi complessivi di attività. Il tema scelto è stato “Tra scienza e sport, è tutto un equilibrio”, con un riferimento ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026 e, più in generale, al rapporto tra movimento, corpo, fisica e conoscenza. «È il punto di ritrovo di tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia», ha spiegato Mauro Franceschi, responsabile provinciale di Pavia di Scienza Under 18. Ogni scuola ha portato una presentazione diversa, costruita attorno a un esperimento da banco e declinata secondo età, indirizzo e competenze degli studenti. Nei banchetti la scienza è stata raccontata senza lezioni frontali. Per il liceo Cairoli, Mirabela Isac ha presentato gli esperimenti pensati da lei e dai suoi compagni di scuola, legati allo sci. Obiettivo: mostrare scivolamento, velocità e attrito. «Un modo», spiega la giovane, «per dimostrare che la fisica non è solo teorica, ma può essere anche divertente». Dal liceo Taramelli di Pavia, Paolo Benassi e i suoi compagni di scuola hanno portato invece una galleria del vento in miniatura, sul modello di quelle usate in Formula 1 per osservare i flussi d’aria e sviluppare le monoposto. All’Istituto Cossa, Raphael Akrong e i suoi compagni di scuola hanno lavorato sull’alimentazione equilibrata, preparando una barretta energetica pensata per il pre o post allenamento, con avena, miele, semi, burro d’arachidi e uvetta. Alcuni ragazzi del liceo scientifico Copernico hanno proposto invece un laboratorio per bambini su muscoli, ossigenazione e corpo umano, con un esperimento basato su una reazione chimica. «Abbiamo pensato queste dimostrazioni anche per i bambini», spiega la studentessa Marta Di Giorgio. «In quella fase dello sviluppo si è molto ricettivi: speriamo di aver alimentato la loro curiosità» Per Franceschi, la forza della manifestazione sta anche nella sua capacità di cambiare. Accanto agli esperimenti tradizionali, negli anni sono arrivati giornalini, podcast, musica e proposte itineranti. «La scienza si intreccia con tanti rami della conoscenza e può essere fatta attivamente», ha spiegato. È questo, più dei singoli esperimenti, il messaggio dell’edizione pavese: imparare osservando, provando e spiegando agli altri ciò che si è capito.