di

Paolo Centofanti

Alcuni problemi ai nuovi motori Raptor 3 hanno compromesso il rientro del primo stadio, ma Starship ha completato il suo volo suborbitale e il rilascio di 22 satelliti nello spazio di cui due hanno ripreso con videocamere la navicella dallo spazio

Dopo il rinvio del giorno precedente, tutto è andato liscio con il nuovo tentativo di lancio della nuova Starship v3 per il volo di test numero 12 del programma Starship di SpaceX. Quando in Italia erano le prime ore del 23 maggio, Starship è decollata dalla Starbase di Boca Chica in Texas con un'accelerazione impressionante sotto la spinta dei 33 nuovi motori Raptor 3. Proprio i nuovi motori sono stati l'unica vera sbavatura di un test per il resto per lo più positivo della nuova versione di Starship.

Poco prima della separazione dei due stadi, uno dei 33 motori del booster Super Heavy si è spento prima del previsto, mentre al distacco di Starship, i motori non si sono riaccesi correttamente, portando il primo stadio a roteare inizialmente fuori controllo. Penetrando nell'atmosfera, i nuovi alettoni hanno comunque stabilizzato l'assetto del Super Heavy, che però senza la possibilità di riaccendere i motori è andato distrutto invece di ammarare in modo controllato. SpaceX non aveva comunque in programma il recupero del booster.Starship ha proseguito invece la sua ascesa, ma anche qui, dopo alcuni minuti, uno dei sei motori Raptor 3 si è spento prima del previsto. I restanti motori hanno comunque compensato l'anomalia e Starship è riuscita a raggiungere una traiettoria entro i limiti previsti. In seguito però allo spegnimento del motore, SpaceX ha deciso di non effettuare il test di riaccensione di un motore Raptor nello spazio come inizialmente previsto. Starship ha dunque proseguito il suo volo suborbitale ad una quota di circa 160 km sul livello del mare.