Chiara Balistreri racconta la sua storia in un’intervista a Fanpage.it: dalla denuncia per violenze domestiche nei confronti del suo ex, Gabriel Costantin, alla riduzione di pena in Appello che ha permesso all’uomo di uscire dal carcere e ottenere i domiciliari: “Dire alla donne che basta denunciare è una favola. Io ho fatto tutto quello che dovevo, ma il risultato è questo”.

Chiara Balistreri ha vent’anni quando decide di mostrare sui social il suo volto tumefatto. Non è un incidente, ma l’esito di venti minuti di pestaggio ininterrotto: pugni, minacce di morte e le ossa del naso frantumate. L’autore è Gabriel Constantin Rose, il suo compagno da quando lei ne aveva solo quindici. È l’ultimo atto di una relazione segnata da una "sopraffazione sistematica", si leggerà negli atti che Fanpage ha visionato, fatta di isolamento e violenze fisiche e psicologiche.

Dopo l’ennesima aggressione lei lo denuncia e Constantin riesce a fuggire all’estero, restando latitante per oltre due anni. Un periodo in cui comincia a minacciarla di morte attraverso i social network: fatto che porterà all'apertura di un secondo filone investigativo per stalking. Solo alla fine del 2024, grazie a un mandato d'arresto europeo, l'uomo viene riportato in Italia e messo in carcere. La svolta del caso arriva a marzo 2026, quando la Corte d’Appello riduce la pena del primo grado a 5 anni e 9 mesi. Un tecnicismo legale che, per effetto della Riforma Cartabia, gli permette di ottenere i domiciliari, visto il residuo di pena inferiore ai quattro anni. In quest'intervista a Fanpage, Chiara racconta la sua battaglia contro un sistema che ritiene inadeguato a difendere chi subisce violenza. La tua storia con Gabriel Constantin inizia nel 2018, avevi 15 anni. Come vi siete conosciuti?