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Donatella Tiraboschi

I due campioni non gareggeranno più insieme. Lui si sposa: «Voglio diventare allenatore». Lei: «Ricomincio tutto da capo con un nuovo partner»

Ci sono medaglie che si vincono in pista e altre che si vincono nella vita. Sara Conti e Niccolò Macii non hanno concluso la loro storia sportiva con un oro, ma se esistessero le Olimpiadi dell’intelligenza agonistico-affettiva sarebbero sul primo gradino del podio. Perché le strade si possono dividere, ci si può lasciare e dirsi addio — è così che vanno le cose nella vita e nello sport — ma non per questo ci si dimentica chi e cosa si è stati. Per sé stessi, per l’altro e per tutto il mondo intorno. Nelle parole, con cui ieri hanno annunciato la «separazione delle carriere», chiamiamola così, non è mancato il ricordo, il rispetto, la gratitudine per quello che hanno saputo costruire insieme.

Storia d’amore compresa, anche se già da qualche anno finita, ma superata perché, formando ancora una coppia sul ghiaccio, restava qualcosa di più alto da raggiungere mano nella mano, salto dopo salto. Anche se con occhi diversi, non più quelli dell’amore. Il sogno da inseguire con fatica, tagliente come le lame sul ghiaccio, è stata la costruzione di un binomio che, in 7 anni, ha riportato l’Italia del pattinaggio artistico sul tetto del mondo. Un rapporto di fiducia forgiato giorno per giorno, fatto di doppi e tripli allenamenti quotidiani e la voglia di farcela, in barba a chi, come ha sottolineato Niccolò, aveva detto: «Questi dureranno due mesi». Tiè.Insieme hanno svelato il segreto della loro alchimia. «Anche se gli ho fatto passare i giorni più brutti della mia vita, ne è valsa la pena», ha affermato lei con uno sguardo dolcissimo da Bamby-pattinatrice.