Alfred Eisenstaedt. Università del Michigan. Ann Arbor, Michigan, 1951 © Alfred Eisenstaedt / The LIFE Picture Collection / Shutterstock - Villa Bassi Rathgeb

"Eisenstaedt è il grande dimenticato della storia della fotografia, perché la fama della sua immagine più famosa ha tolto attenzione al resto della sua produzione, che è invece molto interessante e va riscoperta. Le sue fotografie sono calate e raccontano un periodo storico passato, ma ci interrogano ancora, nel presente. Pensiamo, per esempio, agli scatti che realizza in Giappone dopo il lancio delle bombe atomiche e al modo in cui quelle immagini raccontano una società cancellata anche dall'occupazione statunitense. Oppure, pensiamo al volto di Oppenheimer al termine della guerra (messo a confronto con uno scatto di qualche anno prima, ndr): su di lui sono evidenti i segni del travaglio morale che stava vivendo, come conseguenza dell'uso dell’atomica”. A una richiesta di riflessione sulla relazione della fotografia di Eisenstaedt con il presente, così risponde Monica Poggi, curatrice della mostra Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell’aria, allestita in due sedi, al Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme e al MUNAV, Museo Storico Navale di Venezia. “In un momento storico come quello attuale, in cui gli equilibri politici sono sempre più fragili, rintracciare il passato attraverso la fotografia può essere utile per leggere in maniera più consapevole il presente".