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A quanto pare la sicurezza non è più un tabù. Sono lontani i tempi in cui non si poteva neanche chiamare l’Esquilino «zona rossa» senza scatenare reazioni stizzite, oggi Roma Capitale avvia un Piano che investe 70 milioni sull’illuminazione, due milioni per raddoppiare le pattuglie della polizia locale in servizio notturno (saranno 20 in più su tutto il territorio e arriveranno a 50 il giovedì, venerdì e sabato), altri otto milioni sulla mobilità e 12 per moltiplicare la videosorveglianza nei luoghi sensibili, a partire dalle stazioni.

Il protocollo d’intesa firmato ieri dal sindaco, Roberto Gualtieri, e dal prefetto Lamberto Giannini, alla presenza di tutte le forze dell’ordine e di polizia che operano nella Città eterna, è forse il segnale che il grido d’allarme dei cittadini ha fatto breccia a Palazzo Senatorio, dove si riconosce finalmente che la «sicurezza percepita» è tutt’altro che una banalità, perché influenza la vita quotidiana delle persone. «I dati ci dicono che abbiamo la fortuna di vivere in un contesto ad alto tasso di sicurezza. Questo però non significa che non ci siano problemi - ha detto infatti il sindaco - I cittadini non devono cambiare le loro abitudini e le donne non devono aver paura di uscire la sera». Per migliorare la situazione, si parte da illuminazione e telecamere.