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Cento minuti (il novantesimo minuto è ormai un ricordo antico) per decidere tutta una stagione. Cinque partite per capire chi si salva, chi va in B, chi va in Champions e chi si adatterà ad altri tornei Uefa. Grandi chiacchiere sul mercato allenatori, gente che va e gente che non viene, presidenza federale da assegnare, idem per il designatore degli arbitri e il capo degli stessi, nazionale affidata ad interim, Silvio Baldini trattato come un cameriere per sbrigare la tavola e pulire le stoviglie in attesa di quali chef stellati nessuno sa, grandi feste all'Arena napoleonica di Milano per celebrare ancora l'Inter, acide parole di Cesc Fabregas contro Zanetti per le coccole interessate al compatriota Nico Paz: "Non andrà mai all'Inter, serve rispetto", dichiarazioni tronfie del presidente Marotta sulla doppia stella nerazzurra, in inglese si chiama U Turn, in italiano inversione di marcia considerato quello che lo stesso Marotta proclamava, stappando champagne e illustrando gli scudetti sul campo, della Juventus di cui era amministratore delegato.La memoria gioca brutti scherzi, infatti in tanto bailamme è finita fuori dai radar la questione della frode sportiva, ripeto frode sportiva, che ha costretto il capo designatore Rocchi a mollare l'incarico e, a seguire, voci varie sul sistema degli arbitri alcuni dei quali sembrano la Magali Noel di Amarcord "Gradisca", offrendosi a chi può garbare la prestazione. Storia brutta, cielo nebbioso ma l'inchiesta è scomparsa dai menabò dell'informazione, scritta e parlata, come la storia delle plusvalenze, tema feroce per la Juventus con multe, condanne severe mentre a Napoli il processo per lo stesso tema slitta al prossimo dicembre, si sa che nel calcio è un po' come il marchese del Grillo, io so' io e voi nun siete un c...!