Vince l’Amarcord della cabina dove si andava con i nonni e che ora ospita nipoti e pronipoti. Ma le ombre della mafia tra capanne e fontanelle di Mondello non potevano restare in sottofondo, nella giornata che riporta il sole sulla società Italo Belga, dopo l’ordinanza con cui il Cga ha restituito la gestione della spiaggia all’azienda che l’aveva dal 1912. «Adottiamo il modello 231 e la procedura di selezione del personale - spiega l’ad Antonio Gristina -. Non abbiamo richiamato gli stagionali storici, ma è stato pubblicato sul nostro sito l’avviso di selezione aperta alla quale può partecipare chi vuole. Le domande saranno poi esaminate da un’apposita commissione che decreterà gli idonei qualificati secondo i requisiti richiesti».Gristina accelera il passo verso l’antico stabilimento balneare assieme alla collaboratrice Masetta Di Lorenzo, che poco dopo sarà lì davanti a dare spiegazioni al pubblico. Ma fare chiarezza sulle accuse di ingerenze esterne e presunti condizionamenti della criminalità nell’attività aziendale era ancora più importante. E il perno attorno a cui ruotava la vicenda riguardava proprio alcuni dipendenti legati da parentela con soggetti condannati per associazione mafiosa.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Niente parenti di mafiosi, il day after della Italo Belga
Dopo l’ordinanza del Cga la società accelera. La presenza di familiari dei boss era stata tra le cause dei sospetti. Adesso l’ad Gristina: «Non abbiamo richiamato gli stagionali storici, un bando per fare le assunzioni»











