Il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale indica una rotta. Ora la sfida è trasformarla in capitale, manifattura, distretti omogenei, procurement e responsabilità misurabili. L'intervento di Alessandro Sannini, advisor e membro della Commissione Space Economy di Federmanager; autore di Volare Alto. Sostenere la crescita dell’industria aerospaziale in Italia, Edizioni Nuova Cultura.

Il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (Dspsn) indica una rotta. Ora deve diventare una macchina di execution: capitale industriale, private equity, manifattura dell’esplorazione, distretti omogenei, procurement di risultato e responsabilità misurabili.

Nel settore spaziale non basta avere una visione. Bisogna saperla eseguire.

È questa, oggi, la soglia politica e industriale davanti all’Italia. Non la capacità di partecipare ai grandi programmi internazionali: quella esiste. Non la qualità delle competenze tecniche: esiste anche quella. Non la presenza di una tradizione scientifica, manifatturiera e ingegneristica riconosciuta: è un patrimonio già consolidato. La vera domanda è un’altra, più severa: il Paese è in grado di trasformare questa somma di eccellenze in una piattaforma industriale organizzata?