Un appassionato dilettante di storia politica, nonché lettore assiduo del Foglio, Luigi Bombino, che da sinistra non perdona alla sinistra la sua retorica e le sue menzogne di ieri e di oggi, mi segnala un paio di esemplari e scandalose vicende.La prima è quella di un personaggio ripetutamente bifronte come Nicola Bombacci. Amico di Mussolini, prima socialista massimalista e fondatore nel 1921 del Partito comunista d’Italia con Bordiga, Gramsci e Terracini; poi fascista, più tardi “socialista mussoliniano” entrato nella Repubblica Sociale, e infine appeso a testa in giù a piazzale Loreto. Comunista fino al 1927, Bombacci nel 1933 scrive una lettera al suo vecchio amico Mussolini che poi nel 1936 gli concede la direzione di una nuova rivista, “La Verità”, echeggiante “La Pravda” sovietica, allo scopo di sostenere un sindacalismo rivoluzionario fascista, antiborghese e anticapitalista.Una tale storia e un tale personaggio andrebbero ricordati da chiunque sia attratto da facili semplificazioni politiche, sempre lineari e mai contraddittorie.E i comunisti comunisti? Di che cosa era fatto il comunismo? Nel 1936 Palmiro Togliatti firmò, con tutta la sua autorità di segretario del Partito comunista clandestino, un appello che fu pubblicato su “Stato operaio”, mensile edito a Parigi. E’ il caso di leggerlo o rileggerlo, perché si rivolge “ai fratelli in camicia nera” e il suo titolo è: “Per la salvezza dell’Italia e la riconciliazione del popolo italiano”. Ecco qualche passo che a Bombacci sarebbe piaciuto:“… La causa dei nostri mali e delle nostre miserie è nel fatto che l’Italia è dominata da un pugno di grandi capitalisti, parassiti del lavoro della Nazione, i quali non indietreggiano di fronte all’affamamento del popolo, pur di assicurarsi sempre più alti guadagni, e spingono il paese alla guerra, per estendere il campo delle loro speculazioni ed aumentare i loro profitti. Questo pugno di grandi capitalisti parassiti hanno fatto affari d’oro con la guerra abissina; ma adesso cacciano gli operai dalle fabbriche, vogliono far pagare al popolo italiano le spese della guerra e della colonizzazione, e minacciano di trascinarci in una guerra più grande. Solo la unione fraterna del popolo italiano, raggiunta attraverso alla riconciliazione tra fascisti e non fascisti, potrà abbattere la potenza dei pescicani nel nostro paese e potrà strappare le promesse che per molti anni sono state fatte alle masse popolari e che non sono state mantenute. (…) I comunisti fanno proprio il programma fascista del 1919 che è un programma di pace, di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori (...) FASCISTI DELLA VECCHIA GUARDIA! GIOVANI FASCISTI! Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere assieme a voi.LAVORATORE FASCISTA, noi ti diamo la mano perché con te vogliamo costruire l’Italia del lavoro e della pace, e ti diamo la mano perché noi siamo, come te, figli del popolo, siamo tuoi fratelli, abbiamo gli stessi interessi e gli stessi nemici, ti diamo la mano perché l’ora che viviamo è grave, e se non ci uniamo subito saremo trascinati tutti nella rovina (…) ti diamo la mano perché vogliamo farla finita con la fame e con l’oppressione. E’ ora di prendere il manganello contro i capitalisti che ci hanno divisi, perché ci restituiscano quanto ci hanno tolto (…)”.Politica o antipolitica? Comunismo di destra? Fascismo di sinistra? Populismo giustificato? Togliatti parla da patriota? Da lucido genio politico? Da sognatore o da cinico realpolitiker? Coerenza sociale o doppiezza politica? Le due cose si fondono. Ma possono forse insegnare qualcosa oggi o domani?
Dualità o doppiezza. Vicende esemplari nella storia della sinistra
Luigi Bombino, appassionato dilettante di storia politica, ci consiglia qualche episodio della storia comunista italiana. Dalla direzione della Verità affidata a Nicola Bombacci dal duce, all'indulto di Palmiro Togliatti










