PADOVA - Una rissa tra dipendenti e clienti con una vetrina sfondata dal lancio di una bombola, pregiudicati e spacciatori tra gli avventori abituali, alcolici serviti fuori orario. Sono alcune delle dinamiche contestate a un pub di via Euganea, nel centro storico di Padova, ora chiuso temporaneamente perché colpito da una sospensione della licenza per 30 giorni a causa di una situazione ritenuta pericolosa a livello di ordine e sicurezza pubblici. Alla base del provvedimento, notificato la sera del 12 maggio dalla polizia, vi sono molteplici controlli e interventi delle forze dell'ordine ed esposti dei residenti.

La rissa Una articolata istruttoria della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza ha portato alla luce una sequela di episodi di rissa, violenza, aggressioni, con presenza abituale nel locale di soggetti pregiudicati e pericolosi. Tra gli episodi più gravi vi è la rissa tra clienti e dipendenti avvenuta la notte tra 10 e 11 gennaio. Nonostante un primo intervento delle forze dell'ordine alle 2, subito dopo l'alterco era proseguito e degenerato, coinvolgendo numerose persone, molte delle quali ubriache, tra cui un noto trapper. Erano stati lanciati diversi oggetti, tra cui una bombola di protossido di azoto (utilizzata nei bar per preparare cocktail e altre ricette) che aveva sfondato una vetrina. Nelle vicinanze del locale erano inoltre stati sequestrati 20 grammi di marijuana gettati a terra dai partecipanti alla rissa fuggiti all'arrivo della polizia. Clienti pregiudicati Tra gli avventori abituali del pub è inoltre stato individuato un uomo albanese, noto pusher successivamente arrestato, che nel locale incontrava altri pregiudicati. Anche un controllo effettuato il 6 maggio alle 4 di notte ha mostrato come all'interno del bar fossero presenti numerosi volti noti alla giustizia.Alcolici fuori orario Alle 3.30 del 1° febbraio era invece emerso come nel pub venissero venduti alcolici anche dopo le 3, orario limite dopo il quel è appunto vietata la somministrazione. Al termine dell’istruttoria il questore ha dunque rilevato la sussistenza dei presupposti previsti dall’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, e tenuto conto della gravità e dell’attualità degli episodi accertati, nonché della necessità di interrompere una situazione di pericolo concreto per l’incolumità pubblica, ha disposto la chiusura per giorni 30 del bar con sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande.