Un nuovo studio mostra i beluga davanti allo specchio: bolle, capriole e bocche aperte raccontano una mente ancora più complessa
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C’è una scena, in fondo, molto semplice: una balena bianca si avvicina a uno specchio e resta lì. Guarda, si muove, produce bolle, apre la bocca, ruota su sé stessa. Solo che sotto la superficie dell’acqua quella scena smette presto di sembrare un gioco qualsiasi. Perché Natasha e Maris, madre e figlia ospitate al New York Aquarium, davanti a quello specchio hanno iniziato a comportarsi come se stessero osservando proprio il loro corpo.
Un nuovo studio pubblicato su PLOS One porta i beluga dentro il piccolo gruppo di animali per cui esistono prove di riconoscimento allo specchio, una capacità a lungo considerata quasi esclusivamente umana. Il test ha coinvolto quattro beluga, esposti prima a uno specchio e poi a superfici di controllo. Due di loro, Natasha e Maris, hanno mostrato una serie di comportamenti diretti verso la propria immagine: giochi con le bolle, rotazioni, movimenti del collo, bocca aperta davanti al riflesso, manipolazione di oggetti vicino allo specchio. Gli altri due animali, invece, hanno mostrato scarso interesse e per questo non sono stati portati alla fase successiva dell’esperimento.






